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Femminicidio: Violeta Senchiu bruciata viva dal compagno italiano, “uno di quelli che vengono prima”

La donna è rimasta uccisa nel rogo appiccato dal compagno nel loro appartamento e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per omicidio pluriaggravato

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Credit: Facebook

Violeta Senchiu: la storia della donna bruciata viva dal compagno italiano

“Violeta, scusaci abbiamo fallito. Non abbiamo ascoltato le tue grida, siamo rimaste indifferenti in attesa che fossi tu a trovare la forza di cercarci. Abbiamo fallito”.

Questo il messaggio rilasciato dalla Consulta delle donne amministratrici del Vallo di Diano e Tanagro in riferimento all’omicidio di Violeta Senchiu, la donna di 32 anni uccisa dal compagno a Sala Consilina, in provincia di Salerno.

“Con le parole siamo contro la violenza, ma ancora oggi cerchiamo giustificazioni a ciò che ti è accaduto: un violento ha usato la più grande delle violenze ammazzandoti, forse perché molto probabilmente gli avevi comunicato che la vostra storia era già finita”.

La donna, di origine romena, è morta il 4 novembre a causa delle ustioni riportate e causate dall’incendio appiccato nel loro appartamento dal compagno, un uomo di 48 anni già noto alle forze dell’ordine, nel primo pomeriggio del 3 novembre.

Sui social anche il commento di una sua amica, Valeria Collevecchio, che sottolinea come l’omicida sia un italiano e condanna il silenzio delle istituzioni.

“Si chiamava Violeta Senchiu. Era rumena. Aveva 32 anni. Aveva anche tre figli. Il suo compagno, un italiano, sì, un italiano, di quelli che vengono prima, le ha dato fuoco, arsa viva con tre taniche di benzina”.

“È morta dopo ore di indicibile sofferenza. È successo sabato. Niente articoli e inchieste sui giornali. Nessuna troupe televisiva che si aggira a Sala Consilina, dove è accaduto l’omicidio”.

“Nessun fiore portato da nessun ministro. Nessun tweet. Nessun corteo di Forza Nuova”.

La ricostruzione – Secondo gli elementi raccolti dagli inquirenti, ad appiccare le fiamme è stato il compagno della donna, un 48enne originario del comune del Vallo di Diano.

L’uomo, nel pomeriggio del 3 novembre, avrebbe riempito due taniche di benzina a un distributore di carburanti per poi raggiungere l’abitazione e versare il liquido infiammabile vicino al camino, innescando il rogo e causando gravi ferite alla compagna, poi deceduta.

Questa la ricostruzione realizzata dai carabinieri grazie alle testimonianze raccolte e alla visione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali della zona.

L’uomo è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per omicidio pluriaggravato da crudeltà e premeditazione e per incendio doloso. Anche lui ha riportato ustioni alle braccia e alle gambe.

Sono invece rimasti illesi i tre figli della donna che giocavano nel piazzale antistante l’abitazione al momento dell’esplosione.

Secondo le informazioni diffuse dai carabinieri della compagnia di Sala Consilina coordinati dal capitano Davide Acquaviva, alla base del gesto dell’uomo ci sarebbero i continui litigi con la compagna, morta nell’incendio.