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Manovra, il governo ha inviato la lettera di risposta all’Ue: “La stabilità non è a rischio”

Il governo italiano aveva tempo fino alle 12 di lunedì per rispondere alla lettera ricevuta il 18 ottobre della Commissione europea in cui si contestava formalmente la manovra economica

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Il ministro dell’Economia Tria ha depositato la lettera di risposta all’Unione europea sulle osservazioni avanzate dalla Commissione sul testo della manovra.

Il 23 ottobre l’Ue  “discuterà della procedura e determinerà le tappe successive”.

Nonostante l’invito del ministro di diminuire il deficit al 2,1 per cento, l’esecutivo ha deciso di lasciare inalterata la stima, che rimane così al 2,4 per cento, con il rischio che già domani 23 ottobre la Commissione invii una bocciatura formale del Documento programmatico di bilancio.

Il contenuto della lettera

“Il governo italiano è cosciente di aver scelto un’impostazione della politica di bilancio non in linea con le norme applicative del Patto di Stabilità e crescita”, si legge nella lettera inviati dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, “ma è fiducioso che la manovra di bilancio non esporrà a rischi la stabilità finanziaria né degli altri paesi membri dell’Unione Europea”.

“Una decisione difficile ma necessaria alla luce del persistente ritardo nel recuperare i livelli di Pil pre-crisi e delle drammatiche condizioni economiche in cui si trovano gli strati più svantaggiati della società italiana”, ha spiegato il ministro.

“Qualora i rapporti debito/Pil e deficit/Pil non dovessero essere in linea con quanto programmato, il governo si impegna a intervenire adottando tutte le necessarie misure affinché gli obiettivi indicati siano rigorosamente rispettati”.

Le rassicurazioni del governo e le posizioni dell’Ue

Il premier Conte ha avuto un incontro con la stampa estera per rassicurare l’Unione europea e e i mercati sulla manovra.

Anche il vicepremier Di Maio ha difeso l’operato del governo e ha aperto ad un dialogo costruttivo con l’Ue, affermando di voler spiegare alle “istituzioni europee le ragioni del 2,4 per cento della manovra”.

La lettera del ministro Tria arriva dopo il declassamento dei titoli di Stato operato dall’agenzia di rating Moody’s e 5 giorni prima del verdetto di Standard e Poor’s, atteso per venerdì.

Di tutt’altro tenore le parole del commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici.

“L’Italia può fare la propria politica di bilancio, non è contestabile e non voglio entrare nei dettagli delle loro misure, ma allo stesso tempo l’Italia deve rispettare le regole comuni”.

“Il massimo che noi possiamo fare come Commissione è chiedere all’Italia di riproporre una nuova legge di bilancio che tenga conto delle nostre osservazioni”.

“Il posto dell’Italia è in Europa e nell’area Euro”, si legge al termine della lettera del ministro Tria.

La lettera della Commissione europea all’Italia

Il 18 ottobre il governo italiano ha ricevuto una dura lettera dalla Commissione europea in cui si contesta formalmente la manovra approvata il 15 ottobre 2018 dal Consiglio dei ministri e recapitata a Bruxelles per essere esaminata.

Secondo la Commissione, la decisione del governo italiano di pianificare “un’espansione fiscale vicina all’1 per cento di Pil, contro l’aggiustamento di bilancio raccomandato dal Consiglio dell’Unione europea, e la dimensione della deviazione (un divario di circa l’1,5 per cento del Pil) sono senza precedenti nella storia del Patto di Stabilità e Crescita”.

La lettera è il primo passo verso la bocciatura della manovra da parte della Commissione europea, che potrebbe avviare una “consultazione nel caso sospetti un’inosservanza particolarmente grave degli obblighi” europei.