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La polizia: “Migranti scaricati in Italia da un furgone della Gendarmerie”. La Francia ammette l’errore

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Annotata la targa del mezzo, in corso le indagini. Il vicepremier: "Pretendiamo chiarezza, soprattutto da chi ci fa la predica ogni giorno"

Venerdì scorso (12 ottobre 2018) un furgone della gendarmeria francese è stato avvistato dalla polizia italiana a Claviere, sulle Alpi del Torinese al confine con la Francia, mentre faceva scendere un paio di uomini – presumibilmente migranti di origine africana – in una zona di bosco già in territorio italiano.

Secondo fonti del Viminale, il mezzo della polizia francese è poi tornato oltreconfine: è stata annotata la targa e sono state avviate le indagini.

In serata, la prefettura del Dipartimento delle Haute Alpes ha reso noto che “nell’ambito di una missione di rimpatrio di stranieri irregolari, un veicolo della gendarmeria francese ha attraversato il confine franco-italiano in direzione di Clavière (Italia), senza previa autorizzazione della polizia italiana”.

“I primi controlli effettuati dalla prefettura delle Hautes-Alpes confermano questo attraversamento, in contrasto con le disposizioni in vigore. Sembra che la stazione di polizia di Bardonecchia fosse informata correttamente in relazione al trasferimento di due stranieri illegali al confine. Il veicolo della gendarmeria, tuttavia, non era destinato ad entrare nel territorio italiano”.

La zona dove sarebbe avvenuto il fatto è da tempo monitorata dalla polizia italiana perché occupata da alcuni antagonisti e anarchici “no border” legati al sodalizio “Briser Les Frontieres”.

Mercoledì scorso è stata sgomberata la chiesa di Clavière occupata dagli antagonisti che avevano realizzato al suo interno un “ricovero” per immigrati battezzato “Chez Jesus”.

Si tratta del secondo sconfinamento delle autorità francesi nel giro di pochi mesi: la Procura ha già aperto un fascicolo per un “blitz” di agenti delle Dogane francesi a Bardonecchia, nel marzo scorso.

Episodio per il quale il procuratore torinese Armando Spataro ha sollecitato, più volte, il suo omologo francese di Albertville criticando la scarsa collaborazione delle autorità d’Oltralpe e chiedendo di comunicargli i nomi degli agenti coinvolti.

Indagini che sono state commentate dal ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Sono in attesa di sviluppi: non voglio credere che la Francia di Macron utilizzi la propria polizia per scaricare di nascosto gli immigrati in Italia”.

“Ma se qualcuno pensa davvero di usarci come il campo profughi d’Europa, violando leggi, confini e accordi, si sbaglia di grosso – ha aggiunto il vicepremier -. Siamo pronti a difendere l’onore e la dignità del nostro Paese in ogni sede e a tutti i livelli”.

“Pretendiamo chiarezza, soprattutto da chi ci fa la predica ogni giorno, e non guarderemo in faccia a nessuno! Invito il collega Moavero a chiedere chiarimenti all’ambasciatore”.

Intanto a Clavière e in tutta la Valsusa la tensione sulla questione migranti rimane altissima: gli antagonisti hanno fatto irruzione ieri durante la messa nella cattedrale di Susa e in una parrocchia di Torino, leggendo un comunicato di protesta e di accuse al vescovo di Susa.

Inoltre, nella mattinata di oggi (15 ottobre), sempre a Clavière, la polizia è intervenuta per far smontare una tendopoli non autorizzata sistemata dai “no border”.

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