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Il crollo del ponte Morandi a Genova: 43 morti, 20 indagati
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Ponte Genova news
Il ponte Morandi a Genova, crollato il 14 agosto 2018. Credit: AFP PHOTO / Valery HACHE

Il crollo del ponte Morandi a Genova: 43 morti, 20 indagati

Le indagini, il nuovo ponte, le mosse del Governo: tutte le notizie sul disastro

25 Set. 2018
Ponte Genova news
Il ponte Morandi a Genova, crollato il 14 agosto 2018. Credit: AFP PHOTO / Valery HACHE

A Genova il ponte Morandi, sull’autostrada A10, è crollato poco prima di mezzogiorno nella mattina di martedì 14 agosto 2018.

Le operazioni di ricerca e recupero delle vittime si sono concluse la mattina di domenica 19 agosto, anche se i vigili del fuoco continuano a operare nella zona.

Il bilancio delle vittime è di 43 morti. Tra loro ci sono bambini di 8, 12 e 13 anni, e sei persone straniere (tre francesi e tre cileni).

Sabato 18 agosto 2018 si sono tenuti i funerali di Stato alla Fiera di Genova nel padiglione Jean Nouvel. A celebrare la funzione è stato l’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco.

La Procura di Genova ha iscritto sul Registro degli indagati venti persone e la società Autostrade per l’Italia. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e attentato colposo alla sicurezza dei trasporti.

Il Governo ha deciso di revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia e ha istituito una commissione d’inchiesta per far luce sulle cause del crollo: la commissione ha concluso che Autostrade era a conoscenza delle degradate condizioni del viadotto ma non fece nulla.

L’esecutivo ha anche emanato il 13 settembre un decreto per la gestione dell’emergenza con aiuti alle famiglie sfollate e alle aziende danneggiate.

L’architetto genovese Renzo Piano ha elaborato una bozza di progetto per la costruzione di un nuovo ponte e l’ha donata alla città.

Il 7 settembre il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha promesso che i lavori saranno terminati entro novembre 2019.

Il sindaco di Genova Bucci invece ha annunciato che sarà indetto un concorso internazionale per ricostruire l’area sotto il ponte così da creare un nuovo quartiere più bello di quello di prima.

• A questo link il racconto in tempo reale dell’incidente di Genova, dove è crollato il ponte Morandi. Qui tutte le ipotesi sulle cause.

Qui abbiamo spiegato perché crollano i ponti. A questo link la testimonianza dell’autista del camion che ha frenato a un passo dal baratro sul ponte di Genova. Qui abbiamo spiegato quanti sono e quali sono i ponti a rischio in Italia.

A questo link invece il documento (ora rimosso) in cui si diceva che il crollo del ponte Morandi a Genova era una “favoletta”. Qui l’articolo sull’ingegnere che aveva “predetto” la pericolosità del ponte crollato a Genova. A questo link abbiamo raccolto tutte le foto e i video della tragedia, e le pagine dei giornali stranieri.

Gli indagati

La Procura di Genova ha iscritto al Registro degli indagati venti persone e la società Autostrade per l’Italia per il crollo del ponte Morandi di Genova.

La notizia è stata resa nota nella tarda mattinata di giovedì 6 settembre 2018.

Gli indagati sono manager, dirigenti e funzionari del ministero delle Infrastrutture dei Trasporti (i nomi degli indagati).

Si tratta, in particolare, di responsabili di Autostrade e Spea, l’azienda di progettazione che fa parte sempre del gruppo Atlantia della famiglia Benetton, e di funzionari del ministero che hanno avuto un ruolo nella approvazione dei lavori di messa in sicurezza del ponte.

Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e attentato colposo alla sicurezza dei trasporti.

Il decreto Genova

Il 13 settembre il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto Genova, “salvo intese”.

Il decreto comprende le “disposizioni urgenti volte a velocizzare le operazioni di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi, al sostegno dei soggetti danneggiati per il crollo, alla ripresa delle attività produttive e di impresa, nonché dirette a intraprendere ogni iniziativa necessaria al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture”.

A questo link abbiamo spiegato cosa prevede il decreto Genova.

Il nuovo ponte

L’architetto genovese Renzo Piano si è reso disponibile a lavorare sul progetto di ricostruzione e ha realizzato un plastico del progetto (eccola).

Il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha spiegato che la priorità è ricostruire velocemente il ponte per ripristinare la viabilità della città e ha promesso che i lavori saranno terminati entro novembre 2019.

Il sindaco di Genova Bucci invece ha annunciato che sarà indetto un concorso internazionale per ricostruire l’area sotto il ponte così da creare un nuovo quartiere più bello di quello di prima.

“Il lavoro fatto in queste 3 settimane è stato fatto sapendo che bisognava muoversi in fretta”, ha detto Renzo Piano. “Il nuovo ponte deve durare mille anni, deve essere fatto di acciaio”.

La commissione del Governo

Dopo il disastro, il Governo ha istituito una commissione di esperti per far luce sulle cause del crollo

Nelle settimane successive, tuttavia, due membri della commissione si sono dimessi e un terzo è stato rimosso dallo stesso Ministero delle Infrastutture e dei Trasporti

In particolare, si sono dimessi Antonio Brencich e Bruno Santoro, mentre è stato rimosso Roberto Ferrazza. Tutti e tre sono tra gli indagati per il crollo.

Sia Brencich sia Ferrazza, rispettivamente da relatore esperto e da presidente, avevano firmato il verbale del comitato tecnico amministrativo che nel febbraio 2018 aveva dato parere favorevole al progetto di ristrutturazione del ponte presentato da Autostrade per l’Italia.

Questa relazione è tra il materiale documentale che dovrà essere preso in esame dalla stessa Commissione d’indagine istituita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un cortocircuito che ha generato polemiche sull’opportunità degli incarichi e portato alle dimissioni di Brencich e alla revoca dell’incarico a Ferrazza.

Santoro, invece, come rivelato da un’inchiesta del settimanale L’Espresso, fino al 2013 sarebbe stato pagato dalla società Autostrade per l’Italia, che gestisce il tratto della A10 interessato dal crollo del ponte e che è stata indicata dal Governo di essere responsabile della strage.

Dal marzo 2018 l’ingegnere lavora per il Ministero delle Infrastrutture come direttore della Vigilanza tecnica e operativa della rete autostradale.

La commissione istituita dal Governo ha depositato la sua relazione martedì 25 settembre. Secondo i tecnici, Autostrade per l’Italia era a conoscenza delle precarie condizioni del ponte ma non fece nulla.

Il Governo: revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia

Il Governo ha intenzione di revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia.

Le indiscrezioni riportate poche ore dopo il disastro dall’agenzia di stampa britannica Alliance News sono state confermate nel ‘day after’ dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, e dai due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Il 15 agosto si è tenuta una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri a Genova. Al termine della seduta il premier Giuseppe Conte ha confermato che la procedura di revoca della concessione sarà avviata.

Toninelli ha anche annunciato che la gestione della rete autostradale sarà presa in mano dallo Stato. Qui l’articolo completo

La dinamica dell’incidente

A causare il cedimento strutturale del ponte, crollato per circa 200 metri, potrebbe essere stato il violento nubifragio che ha colpito il capoluogo ligure questa mattina.

La maggior parte del viadotto si è schiantato sul greto del torrente Polcevera ma enormi tratti sono precipitati su capannoni e sulle strade sottostanti. Nel crollo non sono coinvolte abitazioni ma sono stati sfiorati anche i capannoni di Ansaldo Energia, una delle principali industrie di impianti per la produzione di energia in Italia.

Un testimone racconta che il ponte è stato colpito da un fulmine ma la notizia non è stata confermata dalla Protezione civile.

Il ponte Morandi da anni al centro di polemiche

Il ponte era soggetto a “manutenzione da tempo e aveva qualche problema”, ha affermato il sottosegretario alle infrastrutture, Edoardo Rixi, intervistato da Rainews.

Autostrade per l’Italia ha comunicato che sulla struttura erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e che, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione.

I lavori e lo stato del viadotto, informa una nota, erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. Le cause del crollo “saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi”.

“Non mi risulta che il ponte era pericoloso e che andava chiuso. Autostrade per l’Italia ha fatto e continua a fare investimenti”, ha detto l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, intervistato dal Gr1.

L’ingegnere Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in cemento armato dell’Università di Genova, aveva denunciato problemi strutturali già nel 2016. “Il Viadotto Morandi ha presentato fin da subito diversi aspetti problematici, oltre l’aumento dei costi di costruzione preventivati, è necessario ricordare un’erronea valutazione degli effetti differiti (viscosita’) del calcestruzzo che ha prodotto un piano viario non orizzontale”, aveva affermato.

La sua analisi sul viadotto era apparsa il 29 luglio 2016 sul portale ingegneri.info.

Secondo l’ingegnere genovese, il ponte, a causa dei suoi numerosi problemi, aveva un costo di manutenzione talmente esorbitante da risultare più conveniente demolirlo per costruirne uno nuovo.

“Ancora nei primi anni ’80 chi percorreva il viadotto era costretto a fastidiosi alti-e-bassi dovuti a spostamenti differiti delle strutture dell’impalcato diversi da quelli previsti in fase progettuale. Solo ripetute correzioni di livelletta hanno condotto il piano viario nelle attuali accettabili condizioni di semi-orizzontalità”.

La storia del ponte Morandi 

Il ponte fu costruito tra il 1963 e il 1967 dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua. È noto come “Viadotto Morandi”, o anche  “Ponte delle Condotte” dalla società che lo costruì, e “Ponte di Brooklyn” per la sua forma che ricorda il celebre ponte americano.

Il ponte, a trave strallata, lungo 1.182 metri, con un’altezza al piano stradale di 45 metri e piloni in cemento armato che raggiungono i 90 metri di altezza.

Il ponte fu inaugurato il 4 settembre 1967 dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

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