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Thuram contro Salvini: “Se fossi italiano mi vergognerei di lui”

L'intervista dell'ex difensore della Juventus a Famiglia Cristiana

Immagine di copertina
Lilian Thuram, ex difensore della Juventus

Thuram contro Salvini: “Se fossi italiano mi vergognerei di lui” | L’intervista dell’ex difensore della Juventus a Famiglia Cristiana

THURAM CONTRO SALVINI – “Io nel 2002 giocavo in Italia quando Jean Marie Le Pen arrivò al ballottaggio contro Chirac nelle elezioni presidenziali francesi. Io allora mi vergognai di essere francese. Mi dissi: come si può arrivare a questo? Oggi, se fossi italiano, proverei lo stesso sentimento”. A parlare è il francese Lilian Thuram, ex difensore di Parma e Juventus, in un’intervista a Famiglia Cristiana destinata a far discutere.

Il campione del mondo 1998 e campione d’Europa 2000 fa il punto sull’attuale posizione politica italiana attaccando senza tanti fronzoli l’attuale vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Oggi, se fossi italiano, proverei lo stesso sentimento. Troverei  vergognoso vedere il mio paese rappresentato da un tale personaggio”.

Thuram contro Salvini | Le parole dell’intervista

Per Thuram – 46 anni, oggi a capo di un’associazione in prima linea contro il razzismo – “non ci si deve fermare al sentimento della vergogna. Bisogna riflettere e impegnarsi per far cambiare le cose in maniera positiva”.

L’ex campione racconta che “tante persone di buona volontà mi invitano a parlare contro le discriminazioni. Fra pochi giorni parto per il Perù, perché evidentemente questi problemi non riguardano soltanto l’Europa, poi andrò in Svezia. I motivi di preoccupazione sono tanti”.

“Io sono un nero e so che il razzismo non è uno scherzo. Sono preoccupato perché il razzismo è sempre una violenza e tante persone di pelle bianca non si stanno rendendo conto quanto può essere pericolosa l’ascesa dell’estrema destra in Europa” – spiega Thuram ai microfoni di Roberto Zichittella – “Il primo atto del razzismo è dire che la presenza di certe persone non è legittima. È quello che oggi si dice nei confronti di tanti stranieri e il colore della pelle subito ti identifica come straniero.  Il razzismo nasce anche da queste chiusure, dalla volontà di non condividere le ricchezze del mondo”.