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Primarie Pd 2019: la data, i candidati e le posizioni interne
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primarie pd 2019

Primarie Pd 2019: la data, i candidati e le posizioni interne

Il segretario nazionale del Pd ha annunciato che a gennaio del 2019 si terranno le primarie partito, ma al momento l'unica candidatura certa è quella di Nicola Zingaretti

17 Set. 2018
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“Il congresso ci sarà, faremo le primarie a gennaio, basta con questa idea che tutti possono dire di tutto, basta con la parole in libertà”. Con queste parole il segretario nazionale del Partito Democratico, Maurizio Martina, ha annunciato la data delle prossime primarie, attese per gennaio 2019.

“Più che discutere di scioglimenti del Partito Democratico o di rinvii del congresso, facciamo invece tutti un passo avanti per il futuro, nel segno della giustizia sociale e della solidarietà”, ha specificato il segretario Pd nel suo discorso.

Il riferimento era alle dichiarazioni rilasciate pochi giorni prima dal presidente Matteo Orfini in occasione della sesta edizione della festa di Left Wing, secondo cui era arrivato il momento di sciogliere il partito.

La posizione di Orifni

“Stracciamo lo statuto del Pd, sciogliamolo e rifondiamolo. Non serve cambiare nome. Mettiamo insieme un pezzo di paese che non condivide le politiche di questo governo: dobbiamo costruire una risposta dopo la sconfitta che sia all’altezza della sfida”, era stata la dichiarazione del presidente.

“Il partito com’è oggi non funziona. Mi rivolgo a tutti, basta questa distinzione con la società civile, decidiamo insieme la linea politica e la leadership”.

Dopo l’annuncio delle primarie fatto dal segretario nazionale, Orfini ha replicato su Facebook: “Pensate davvero che noi possiamo ripresentarci con il Pd come funziona oggi?”.

Secondo il presidente del partito, indire un referendum non è la soluzione migliore per il partito. “E il giorno dopo? Ricominciamo come sempre, con la minoranza che combatte la maggioranza, con un maggioritario interno distruttivo e divisivo? Pensate davvero che così la risolviamo? Beati voi…”.

La cena tra Renzi, Gentiloni, Calenda e Minniti

Più pragmatica invece la risposta di Carlo Calenda alla notizia delle prossime primarie. L’ex ministro aveva in passato proposto la creazione di un Fronte repubblicano, uno schieramento di forze ampio che vada oltre il singolo blocco del Partito democratico per cercare di recuperare i consensi persi.

Proprio nel tentativo di creare un fronte compatto all’interno del Pd, al cui interno esistono diverse correnti, e scegliere un candidato che si opponga a Zingaretti, Calenda ha proposto a Renzi, Gentiloni e Minniti un incontro.

“Sono molto contento, è un gesto di responsabilità di tutti i partecipanti. Ottima notizia”, ha commentato l’ex ministro una volta avuta la conferma che i tre invitati avevano accettato di prendere parte alla cena.

“Oggi il partito è un tutti contro tutti. Non si può andare avanti così. Va fatta una segreteria costituente, con persone che hanno una voce pubblica, anche con sindaci come Sala o Gori. Poi si fa un congresso rapidamente e si elegge, che so? Zingaretti. Ma chi vince deve aver chiaro che andare alle Europee così è un suicidio”.

Nicola Zingaretti

Per il momento l’unico candidato alle prossime primarie del gennaio 2019 è il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha lanciato la sua candidatura a settembre.

“Dobbiamo avviare una ricollocazione politica e sociale della sinistra, riacquistando la capacità di stare dentro alla società e scommettendo su un grande movimento popolare unitario”, aveva detto il governatore lanciando la sua candidatura.

Zingaretti ha di recente criticato la cena organizzata da Calenda e ha lanciato una contro-cena che rappresenti l’idea di Partito che lui stesso ha.

“Per un congresso diverso, aperto e partecipato, la prossima settimana ho organizzato in trattoria una cena con un imprenditore del Mezzogiorno di una piccola azienda, un operaio, un amministratore impegnato nella legalità, un membro di un’associazione in prima fila sulla solidarietà, un giovane professionista a capo di una azienda start up, una studentessa ed un professore di liceo”.

Matteo Renzi

In un’intervista al programma di Rete4, Stasera Italia, l’ex segretario del Pd ha dichiarato di non avere intenzione di ricandidarsi per le prossime primarie del partito Democratico.

“Ho già dato due volte. Non parteciperò alle primarie”, ha affermato l’ex premier.

L’ex segretario del Pd ha anche spiegato che non avrebbe appoggiato Zingaretti e che sicuramente ci saranno altri candidati in grado di rappresentare la sua idea di Pd in occasione delle primarie.

Il militante Bernard Dika 

Hanno fatto scalpore le parole pronunciate dal ragazzo di origini albanesi e iscritto al Partito democratico sullo stato attuale in cui versa il partito in occasione dell’assemblea dei circoli tenutasi a Ravenna.

Il ragazzo, di origini albanesi, ha raccontato la storia dei suoi genitori “venuti in Italia dall’Albania con il barcone. Lui è un muratore, lei era un ostetrica e qui fa la colf”.

L’attacco più diretto è contro la mancanza di un indirizzo preciso all’interno del partito, in cui esistono troppe correnti. “Sono orgoglioso di essere in un partito plurale, orgoglioso di farne parte, ma voglio essere orgoglioso di stare in un partito che dev’essere chiaro sulla linea, una sola”.

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