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La storia di Tiziana Cantone, suicida a 31 anni per i video hot diffusi sul web

La donna si è suicidata il 13 settembre 2016 impiccandosi nella sua casa di Mugnano, Napoli. L'ex fidanzato è stato rinviato a giudizio

Immagine di copertina
Tiziana Cantone, la 31enne suicidasi il 13 settembre 2016 per i video hot in cui compariva.

Era il 13 settembre del 2016 quando Tiziana Cantone si suicidava per alcuni video privati diffusi sul web a Mugnano, in provincia di Napoli. Le immagini in cui la donna, 31 anni, faceva sesso col il fidanzato Sergio Di Palo in pochissimo tempo sono diventate virali, tanto da spingere Tiziana a compiere il gesto estremo per la vergogna. tiziana cantone video

Pagine Facebook, meme e soprattutto siti porno: il volto della 31enne compariva ovunque sul web, e alcune frasi pronunciate dalla donna nei video diventavano veri e propri tormentoni.

L’inferno era iniziato tra aprile e maggio del 2015, quando il primo video era stato pubblicato online e aveva registrato migliaia di visualizzazioni. Dopo essere stato registrato, quel video era stato inoltrato ad altre cinque persone, in una catena incontrollata che aveva fatto finire quelle immagini su alcuni siti porno.

Era iniziato tutto per gioco e Tiziana non ha compreso il potenziale pericolo che si nascondeva dietro l’invio di quei video (sei in tutto) ad altri soggetti, come ha rivelato ai magistrati.

Sono le carte giudiziarie dei procedimenti avviati in seguito alle denunce della donna, infatti, a mettere nero su bianco le sue preoccupazioni.

Le denunce

Nel maggio del 2015, Tiziana Cantone parla coi magistrati e rivela di aver avuto delle “relazioni virtuali” sui social network.

Un momento di debolezza: “fragilità e depressione”, si legge sui verbali. Poi Tiziana snocciola uno per uno i nomi degli uomini a cui aveva inoltrato i video hot.

Si tratta di Antonio e Enrico Iacuzio, due fratelli emiliani, Christiana Rollo, di Brindisi, un quarto uomo, Antonio Villano, e un tale che su Facebook era registrato come Luca Luke. In quel momento Tiziana non fa il nome di Sergio di Palo, l’allora fidanzato e autore del video.

I video hot diventano virali

Il 13 luglio 2015 Tiziana si rivolgerà al giudice civile di Aversa per chiedere la rimozione dei video da siti e motori di ricerca. Non manca di ripetere, ancora una volta, che si era fatta riprendere “volontariamente e in piena coscienza”.

A spingerla ad andare dal giudice tutto quello che era successo dal 25 aprile, quando la 31enne era venuta a conoscenza tramite amici della presenza su diversi siti porno delle immagini girate dall’allora fidanzato.

Tiziana inizia a fare delle ricerche sul web e scopre di essere al centro di discussioni su diversi forum. Su Facebook vengono aperte delle pagine dedicate a lei e proliferano profili fake con frame dei video hot.

Le foto di Tiziana girano ormai liberamente anche sulle chat di whatsapp.

La donna torna ancora una volta in procura e i pm ora aggiungono l’accusa di violazione della privacy. Nessuno iscritto nel registro degli indagati. La vita di Tiziana diventa un incubo. Si trasferisce per un periodo in Toscana, ma poi torna in Campania.

Si rivolge ancora alla giustizia e chiede il diritto all’oblio e il cambio del nome, senza però ottenerli.

Per strada, viene fermata e derisa. Esce sempre meno e la depressione torna ad affacciarsi. Sempre più sola, Tiziana tenta il suicidio una volta ma viene salvata.

Poi ci riprova il 13 settembre. Sola nella sua casa di Mugnano, alle porte di Napoli, Tiziana si impicca con un foulard.

Sergio Di Palo rinviato a giudizio

Il giudice per le udienze preliminari Egle Pilla del Tribunale di Napoli ha rinviato a giudizio l’allora compagno di Tiziana, Sergio Di Palo. Calunnia, accesso abusivo a dati informatici e falso. Questi i reati formulati dagli inquirenti nell’ambito dell’inchiesta sulle chat attraverso cui i sei video hot sono stati diffusi dalla coppia per poi finire sul web. Il dibattimento prenderà il via il prossimo 18 dicembre dinanzi ai giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Napoli.

Nel dicembre del 2017, la procura di Napoli Nord ha archiviato l’inchiesta per istigazione al suicidio che era stata aperta dopo la morte della donna. Il pm Valeria Sico aveva chiesto il rinvio a giudizio per Di Palo in merito ad altre ipotesi di reato. La prima udienza del processo si terrà il prossimo 18 dicembre davanti ai giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Napoli.

La madre di Tiziana

Non si dà pace la madre di Tiziana, Maria teresa Giglio, da sempre convinta che la figlia sia stata manipolata da Di Palo. All’indomani dell’archiviazione per istigazione al suicidio, al TPI la donna aveva detto: “Se sopravvivo è per fare giustizia a mia figlia Tiziana.

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È lei che mi dà la forza. Se ripenso a quel pomeriggio quando vidi l’ambulanza sotto casa, l’auto dei carabinieri, non si può spiegare quello che ho provato. Ho sempre pensato a lei. Ho il dovere, in nome dell’amore che provo come madre, di difendere se non la sua vita, almeno la sua memoria”.

“Ho sempre cercato di raccontare le cose per come sono andate, non influenzata dal mio essere madre – ha continuato la donna – Mia figlia era certamente come tanti altri ragazzi, aveva le sue storie, i suoi rapporti. Non ha mai avuto perversioni, tutto è cambiato quando ha deciso di andare a convivere con il fidanzato, allora quarantenne, Sergio Di Palo”.