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Grillo nel 2014 con il comitato “No Gronda”: “Fermiamoli con l’esercito” | VIDEO
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Beppe Grillo

Grillo nel 2014 con il comitato “No Gronda”: “Fermiamoli con l’esercito” | VIDEO

14 Ago. 2018
ponte genova grillo comitato no gronda
Beppe Grillo

Il tragico crollo del ponte di Genova ha scaturito diverse polemiche. Tra queste quella legata alla “Gronda”, una nuova autostrada ligure che avrebbe alleggerito il traffico sul ponte Morandi.

Una grande opera contro cui Grillo si scagliò nel 2014. A ricordarlo un video girato dopo l’alluvione che colpì la città di Genova, quando il leader pentastellato si trovava a Roma al Circo Massimo assieme al Comitato “No Gronda” che denunciava lo spreco di denaro per le grandi opere: “Sei per il terzo Valico e tre-quattro miliardi di euro per la Gronda”, le parole del grillino Paolo Putti del Comitato.

L’opera della Gronda avrebbe dovuto alleggerire il traffico sul Ponte Morandi deviando almeno i mezzi pesanti, ma il leader dei pentastellati lo riteneva uno spreco di denaro e incitava il pubblico gridando: “Dobbiamo fermarli con l’esercito. L’esercito deve stare con gli italiani. E dobbiamo ancora morire per i sottopassi allagati”.

Ecco il documento (ora rimosso) in cui si diceva che il crollo del ponte Morandi a Genova era una “favoletta”

“Ci viene poi raccontata la favoletta dell’imminente crollo del ponte Morandi”. Così si leggeva su un sito di attivisti del Movimento 5 Stelle (nel quale gli utenti era sufficiente essere iscritti per pubblicare contenuti) nel comunicato firmato dal Coordinamento dei comitati No Gronda. Era l’8 aprile del 2013.

• A questo link il racconto in tempo reale dell’incidente di Genova, dove è crollato il ponte Morandi. Qui tutte le ipotesi sulle cause. Qui tutto quello che sappiamo finora.

Qui abbiamo spiegato perché crollano i ponti. A questo link la testimonianza dell’autista del camion che ha frenato a un passo dal baratro sul ponte di Genova. Qui abbiamo spiegato quanti sono e quali sono i ponti a rischio in Italia.

A questo link invece il documento (ora rimosso) in cui si diceva che il crollo del ponte Morandi a Genova era una “favoletta”. Qui l’articolo sull’ingegnere che aveva “predetto” la pericolosità del ponte crollato a Genova. A questo link abbiamo raccolto tutte le foto e i video della tragedia, e le pagine dei giornali stranieri.

Oggi il crollo del ponte Morandi a Genova e le decine di vittime dimostrano tutto il contrario, mentre il comunicato è stato rimosso dal sito. Ovviamente questo non significa che il Movimento Cinque Stelle sia responsabile del crollo del ponte.

Nel comunicato, il Coordinamento ribadisce la propria posizone contro la costruzione della Gronda di Ponente, la nuova autostrada che dal capoluogo ligure andrebbe verso nord.

Per il Coordinamento, la nuova autostrada sarebbe stata solo uno spot della giunta regionale: “Il Presidente della Regione aveva raccolto intorno a sé i soliti potenti con i loro slogan favorevoli alla realizzazioni della Gronda di Ponente, ma che a fronte della mancanza assoluta di dati oggettivi a nostro avviso è servito solamente a ribadire ancora una volta quanto siano distanti certi interessi da quelli dei semplici cittadini”.

(A questo link l’immagine ingrandita)

documento crollo ponte morandi favoletta

Il comunicato del Coordinamento No Gronda sul sito degli attivisti del Movimento 5 Stelle

L’altra “cecità” – si sottolinea ancora nel comunicato – è la “ciclica riproposizione del declassamento della A10 (ignorando che, secondo la stessa Società Autostrade, il declassamento minerebbe l’utilità della Gronda)”.

Di qui la “favoletta” dell’imminente crollo del ponte Morandi. E continua ancora il Coordinamento dei comitati No Gronda: l’ultimo a parlare della storiella del possibile cedimento del ponte che attraversa il capoluogo ligure l’ex presidente della Provincia, “il quale dimostra chiaramente di non aver letto la relazione conclusiva del Dibattito Pubblico, presentata da Autostrade nel 2009“.

Secondo la relazione presentata da Autostrade – si legge ancora nel comunicato – il ponte “potrebbe star su altri cento anni”, a fronte di una “manutenzione ordinaria con costi standard”.

E scrivono ancora quelli del Coordinamento: “Ci chiediamo pertanto quale credibilità possano ancora avere coloro che si schierano a favore delle grandi opere e si accingono a misurare in metri cubi di nuovi sversamenti di cemento la ‘crescita felice’ di Genova, mentre la nostra città sta annaspando tra alluvioni e frane, convivendo con il rischio permanente di contare nuovi morti”.

Quella di realizzare la Gronda di Ponente per risolvere i problemi del traffico – scrivono ancora nel comunicato quelli del Coordinamento No Gronda – “è un’idea obsoleta e dai costi esorbitanti”.

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