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Ponte Morandi crollato a Genova: tutte le ipotesi sulle cause

Secondo le prime ipotesi, non ancora confermate, si potrebbe essere trattato di un cedimento strutturale

Immagine di copertina
Le drammatiche foto del ponte Morandi crollato a Genova, postate dagli utenti di Twitter

Il 14 agosto 2018 il ponte Morandi, sull’autostrada A10, è crollato a Genova. Il cedimento è avvenuto intorno alle ore 11.30.

Il tratto crollato transita sopra una zona densamente abitata. La maggior parte del viadotto si è schiantato sul greto del torrente Polcevera ma enormi tratti sono precipitati su case, su capannoni e sulle strade sottostanti

Non sono ancora state diffuse tutte le informazioni ufficiali sul crollo, né si conosce il bilancio ufficiale delle vittime, ma già ci si interroga sulle cause che possono aver provocato tale tragedia.

Secondo le prime ipotesi, non ancora confermate, si potrebbe essere trattato di un cedimento strutturale.

Secondo le prime informazioni diffuse dai vigili del fuoco si sarebbe verificato un cedimento strutturale di una delle colonne del ponte all’altezza di via Fillak, nella zona di Sampierdarena, crollato per una lunghezza di 200 metri.

Amalia Tedeschi, funzionaria dei vigili del fuoco, a Rainews24 smentisce il fatto che il ponte fosse in condizioni critiche: “Se c’erano avvisaglie sulle condizioni del ponte? Assolutamente no. Non abbiamo mai avuto segnalazioni di questo genere”, ha detto.

Il ponte crollato a Genova era soggetto a “manutenzione da tempo e aveva qualche problema”, è quanto ha affermato il sottosegretario alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, intervistato sempre da Rainews.

Autostrade per l’Italia ha comunicato che sulla struttura erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e che, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione. I lavori e lo stato del viadotto, informa una nota, erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. Le cause del crollo “saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi”.

“Non mi risulta che il ponte era pericoloso e che andava chiuso. Autostrade per l’Italia ha fatto e continua a fare investimenti”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, intervistato dal Gr1.

Il crollo potrebbe essere dovuto al peggioramento delle condizioni meteorologiche in Liguria.

La  Protezione Civile regionale aveva elevato da gialla ad arancione l’allerta per le ore della notte appena trascorsa.

Cosa c’è da sapere sul ponte Morandi

Il ponte attraversa il torrente Polcevera, a Genova, tra i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano.

Il ponte fu costruito tra il 1963 e il 1967 dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua.

Il ponte è noto come “Viadotto Morandi”, o anche  “Ponte delle Condotte” dalla società che lo costruì, e “Ponte di Brooklyn” per la sua forma che ricorda il celebre ponte americano.

Qui i video del crollo

Il ponte, a trave strallata, lungo 1.82 metri, con un’altezza al piano stradale di 45 metri e piloni in cemento armato che raggiungono i 90 metri di altezza.

Il ponte fu inaugurato il 4 settembre 1967 dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

Il 14 agosto 2018 una parte del ponte che sovrasta la zona fluviale e industriale di Sampierdarena è crollata, probabilmente a causa di un cedimento strutturale.

L’Autostrada A10 è quella che collega Genova con il confine di stato di Ventimiglia.

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Il ponte è costruito in cemento armato precompresso per l’impalcato e cemento armato ordinario per le torri e le pile.

Il ponte è al centro delle critiche da tempo.

Qui la scheda tecnica del “Ponte Morandi”, sul sito Ingegneri.info: 

Anno di costruzione: 1963-1967 (inaugurato nel 1967)
Campata maggiore: 210 m
Lunghezza: 1182 m
Tecnologia costruttiva: calcestruzzo armato precompresso
Forma delle pile: cavalletto rovesciato bilanciato
Altezza delle pile: 90 m
Stralli: Trefoli in acciaio rivestiti di calcestruzzo

Le critiche al ponte

Il ponte sul Polcevera fu interessato da “imponenti lavori di manutenzione straordinaria, tra cui la sostituzione dei cavi di sospensione a cavallo della fine anni ’80 primi anni ’90, con nuovi cavi affiancati agli stralli originari”, spiega l’ingegnere.

Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in C.A. e C.A.P. dell’Università di Genova su Ingegneri.info.

“La riflessione oggettiva a cui si giunge, alla luce della vita utile che dovrebbe avere una struttura del genere (almeno 100 anni) è che fin dai primi decenni il ponte è stato oggetto di manutenzioni profonde (fessurazione e degrado del calcestruzzo, nonché creep dell’impalcato) con costi continui che fanno prevedere che tra non molti anni i costi di manutenzione supereranno i costi di ricostruzione del ponte: a quel punto sarà giunto il momento di demolire il ponte e ricostruirlo”, continua.

Nel 2016 era stato avviato un importante intervento di manutenzione, della durata di vari mesi, per il rifacimento di tutte le strutture in calcestruzzo e la sostituzione delle barriere bordo ponte in entrambe le direzioni di marcia.

Tutti gli articoli sul crollo del ponte Morandi

• A questo link il racconto in tempo reale dell’incidente di Genova, dove è crollato il ponte Morandi. Qui tutte le ipotesi sulle cause. Qui tutto quello che sappiamo finora.

Qui abbiamo spiegato perché crollano i ponti. A questo link la testimonianza dell’autista del camion che ha frenato a un passo dal baratro sul ponte di Genova. Qui abbiamo spiegato quanti sono e quali sono i ponti a rischio in Italia.

A questo link invece il documento (ora rimosso) in cui si diceva che il crollo del ponte Morandi a Genova era una “favoletta”. Qui l’articolo sull’ingegnere che aveva “predetto” la pericolosità del ponte crollato a Genova. A questo link abbiamo raccolto tutte le foto e i video della tragedia, e le pagine dei giornali stranieri.