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Stadio Roma, spunta una cena tra Parnasi e Giorgetti (Lega). L’imprenditore: “Il governo lo sto a fare io”

Nelle intercettazioni Parnasi si vanta anche di essersi accreditato con il Movimento Cinque Stelle: "Sto mondo dei 5Stelle [...] Ormai proprio sodali", dice a un'amica

Immagine di copertina
Giancarlo Giorgetti

È il 9 marzo scorso e Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova incaricata di realizzare il progetto dello stadio della Roma, è a pranzo con Luca Lanzalone, presidente di Acea.

Secondo quanto emerge dalle intercettazioni, i due parlano di una cena che dovrà svolgersi tre giorni dopo, e a cui parteciperà Giancarlo Giorgetti, uno dei fedelissimi di Matteo Salvini e attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo Conte. Siamo a cinque giorni dalle elezioni del 4 marzo.

“Il 9 marzo 2018 – riferiscono gli inquirenti ai magistrati – Parnasi va a pranzo con Lanzalone. Nel corso dell’incontro i due disquisiscono di un incontro riservato che avverrà la sera del 12 marzo a casa di Parnasi, al quale parteciperà il parlamentare della Lega Giorgetti. Dal tenore della conversazione si evince che tale incontro deve rimanere riservato”.

“La vicenda – continua l’informativa degli inquirenti – assume ulteriore rilievo in ragione delle disposizioni impartite da Parnasi ai suoi sodali affinché le operazioni di infiltrazione abbiano successo, con i conseguenti vantaggi economici che deriverebbero al gruppo imprenditoriale/criminale”.

In pratica, secondo l’ipotesi accusatoria, questa cena sarebbe una delle numerose dimostrazioni del tentativo di Parnasi di accreditarsi con i politici che contano per tentare di “oliare” il sistema e ottenere benefici per la sua società.

In un’intercettazione del 15 marzo, sei giorni dopo, Parnasi dice al suo commercialista: “Scusami, ma poi abbiamo qua altri 22mila euro della campagna (elettorale, ndt), tu qui non hai messo le cose, la Lega ed Eyu […] La Lega ed Eyu li paghiamo ad aprile, quindi […] È solo di essere precisissimi, che in questo momento io mi sono  […] Il governo lo sto a fare io, eh! Non so se ti è chiara questa situazione!”.

Secondo gli inquirenti, si tratterebbe del coronamento di una strategia già avviata nel mese di gennaio. Parnasi aveva capito che Movimento Cinque Stelle e Lega avevano ottime chance di uscire vincitori dalle elezioni, e di conseguenza aveva iniziato ad attivarsi per accreditarsi presso questi due partiti, allargando una rete che, in precedenza, era fatta prevalentemente di contatti con il Pd e Forza Italia.

Proprio in un’intercettazione di gennaio, infatti, Parnasi diceva a un amico: “Noi in questo momento con i Cinque Stelle abbiamo una forte credibilità. Vuoi la previsione di Luca Parnasi? C’è un rischio altissimo che questi facciano il governo, magari con Salvini insieme […] e quindi noi potremmo pure avere […] incrociamo le dita, silenziosamente, senza sbandierarlo, un grande rapporto”.

Ancora a maggio, secondo quanto riportano gli inquirenti, Parnasi spiega a Lanzalone di aver creato un rapporto con Giorgetti. Siamo nel pieno delle trattative per la formazione del governo. A un’amica, qualche giorno dopo, Parnasi dice: “Sto mondo dei 5Stelle […] Ormai proprio sodali”.

La tela con i grillini Parnasi avrebbe iniziato a tesserla a marzo. Sempre nell’incontro del 9 marzo con Lanzalone, infatti, l’imprenditore chiede al dirigente Acea di presentargli Luigi Di Maio.

Lanzalone gli risponde: “Allora io vedo Luigi tutti i giorni, lo sento tre volte al giorno, l’ho visto due ore fa, lo risento domani mattina”.

Luca Lanzalone è considerato dagli inquirenti il mediatore tra Parnasi e i politici, una sorta di facilitatore che permetteva all’imprenditore di accedere al mondo politico (specie a quello grillino, a cui Lanzalone è molto vicino) per poter poi ricevere favori.

Una rete che, appunto, doveva necessariamente allargarsi alle forze politiche in procinto di prendere il potere, e che del resto, per quanto riguarda il Movimento Cinque Stelle, erano già al governo della città nella quale doveva essere realizzato lo stadio.