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Guerra commerciale Cina-Usa, Trump non è “soddisfatto” dei negoziati

Le due potenze economiche sembrava si fossero accordate per rinunciare all'innalzamento delle tariffe e che avessero raggiunto un accordo per ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti nei confronti della Cina

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Il presidente Donald Trump ha dichiarato oggi, 22 maggio, di non essere soddisfatto dei negoziati con la Cina.

“La Cina ha fatto una fortuna. Non sono soddisfatto, ma abbiamo una lunga strada da fare”, ha dichiarato ai giornalisti durante l’incontro alla Casa Bianca con il presidente sudcoreano Moon Jae-in.

La dichiarazione arriva dopo che il 20 maggio 2018 sembrava fosse stata raggiunta una prima tregua nella guerra commerciale tra Washington e Pechino: il secondo round di colloqui tra i funzionari delle due potenze economiche ha dato esiti positivi.

Secondo il vice premier, Liu He, la Cina e gli Stati Uniti si sono accordati per rinunciare all’innalzamento delle tariffe. Inoltre hanno raggiunto un accordo per ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti nei confronti della Cina.

“È stato registrato un consenso per prendere misure efficaci per ridurre in modo sostanziale il deficit commerciale degli Stati Uniti con la Cina”, ha reso noto in un comunicato la Casa Bianca, dando conto delle “consultazioni costruttive” che si sono tenute tra la delegazione statunitense e la delegazione cinese, secondo le indicazioni ricevute dal presidente Donald Trump e dal presidente cinese Xi Jinping.    

La Cina si è impegnata ad “aumentare significativamente” le proprie importazioni di merci e servizi statunitensi “per andare incontro ai crescenti bisogni di consumo del popolo cinese, e al bisogno di uno sviluppo economico di alta qualità”, recita il comunicato congiunto diffuso al termine dei colloqui.

Cina e Stati Uniti hanno anche promesso “significativi aumenti” delle importazioni cinesi nell’agricoltura e nell’energia.

Infine, conclude la nota della Casa Bianca, Stati Uniti e Cina hanno sottolineato l’importanza che attribuiscono alla “protezione della proprietà intellettuale, concordando di rafforzare la cooperazione”, e hanno deciso di “continuare e impegnarsi ad alto livello su questi temi per cercare di risolvere le loro questioni economiche e commerciali in maniera proattiva”.

Il 12 marzo 2018 il presidente americano Trump ha firmato un decreto che impone nuovi dazi doganali alle importazioni di acciaio e alluminio, rispettivamente del 25 e del 10 per cento, nei confronti di tutti i paesi, ad eccezione di Canada e Messico.

Trump aveva detto che “le guerre commerciali sono una cosa buona” quando un paese sta perdendo molti miliardi di dollari negli scambi commerciali.

Prima dell’entrata in vigore delle misure, alcuni paesi sono stati esentati, tra cui l’Unione europea, dove la prospettiva dei dazi aveva suscitato grande allarme.

L’Unione europea aveva annunciato che avrebbe risposto con una tassa del 25 per cento sui jeans Levis e altri beni provenienti dall’altra parte dell’Oceano atlantico.

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