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Uno studio scientifico ha rivelato qual è la posizione migliore per dormire

Dormire in una posizione scorretta può provocare enormi fastidi al nostro corpo, che possono sfociare in veri e propri disturbi di lunga durata

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Si sente spesso dire che dormire otto ore è l’ideale per svegliarsi freschi e riposati. Una teoria che ha delle basi solide, ma a cui manca un tassello fondamentale: dormire sì, ma in che posizione?

La postura che assumiamo nel sonno è fondamentale per il nostro benessere. Se non è quella corretta, può provocare fastidi anche di lunga durata, risultando nociva tanto per il fisico quanto per l’umore.

Il modo in cui ci sdraiamo può essere infatti la causa di numerosi disturbi: dal dolore al collo a problemi della circolazione, fino agli incubi notturni.

Negli Stati Uniti, ad esempio, ben 25 milioni di persone soffrono di dolori cronici causati dalla posizione in cui dormono.

Ecco perché alcuni studi scientifici hanno finalmente rivelato qual è la posizione migliore da assumere durante la notte per il nostro corpo.

Si tratta, nello specifico, della posizione supina, ovvero quella con il corpo sdraiato a pancia in su, con la schiena appoggiata al letto. È una posizione in cui dorme solo l’otto per cento della popolazione mondiale.

La maggior parte della gente dorme infatti appoggiata su un lato del corpo. Ciò però può causare frequenti dolori alle spalle e all’anca, oltre a provocare bruciore di stomaco, poiché allenta lo sfintere esofageo inferiore, il muscolo che impedisce all’acido di sollevarsi dallo stomaco.

Chi dorme a pancia in giù invece rischia di provare un continuo senso di intorpidimento nonché un costante formicolio.

Ma perché la posizione supina è la migliore?  Secondo gli esperti perché consente a testa, collo e colonna vertebrale di mantenere una posizione neutrale: è quindi un’ottima opzione per chiunque soffra di dolore in quelle aree.

Inoltre, è una posizione che riduce il bruciore di stomaco, poiché mantiene la testa sollevata sopra il petto.

Ma cosa succede se non siamo abituati a dormire a pancia in su? Siamo condannati ai dolori cronici o possiamo cambiare le nostre abitudini?

Shelby Harris, un esperto di medicina del sonno e professore all’Albert Einstein College of Medicine, ha spiegato come allenarsi a dormire con la schiena appoggiata al letto.

Parlando al magazine Popular Science, Harris ha detto che quando si è pronti per andare a letto bisognerebbe posizionare dei cuscini su entrambi i lati del corpo e uno sotto le ginocchia. Questo aiuta a vincere la tentazione di girarsi dall’altra parte.

In alternativa, un metodo più estremo è quello di cucire una pallina da tennis nell’imbottitura della coperta all’altezza di entrambi i fianchi. Quando di notte ci si muove, il disagio provato ci farà ribaltare nuovamente sulla schiena.

Cosa fare quando troppi pensieri ci impediscono di dormire

I problemi legati al sonno non riguardano solo la posizione in cui dormiamo.

Alcune notti il cervello inizia a produrre una quantità di pensieri così invadenti e impossibili da mettere a tacere, che dormire diventa quasi un’impresa.

Ripensiamo a quello che ci è successo a lavoro, ci lasciamo assalire dall’ansia per quello che dovremo fare il giorno successivo, o tiriamo fuori involontariamente ricordi del passato che non ci danno tregua, e ci costringono a rimanere a lungo con gli occhi sbarrati.

I pensieri intrusivi possono essere il segno di un disturbo mentale più grave, come ad esempio l’ansia. Ma può accadere a chiunque di trascorrere una notte in preda a rimuginamenti che impediscono di dormire, anche a chi non è affetto da alcuna patologia. Cosa fare in questi casi? Alcuni esperti hanno dato dei consigli per affrontare questa spiacevole situazione.

Cercare di distrarsi con elenchi mentali senza senso

“Il prerequisito assoluto per il sonno è una mente tranquilla. Pensate a qualcos’altro, piuttosto che a ciò che vi preoccupa”, spiega Neil Stanley, esperto di disturbi del sonno. Può essere qualsiasi cosa, ma che non abbia importanza, in modo da potervi dedicare una certa energia del cervello senza concentrarsi sulle proprie preoccupazioni. Ad esempio, immaginate di avere un jet privato, e pensate al modo in cui disporreste l’arredo al suo interno. O se siete appassionati di festival musicali, pensate agli artisti che vorreste vedere in scaletta.

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Cercare di rimanere svegli

“Pensare intensamente al sonno e desiderare che arrivi presto, è una ricetta perfetta per rimanere svegli. È qui che entra in gioco il pensiero paradossale. Se dai al tuo cervello l’istruzione di rimanere sveglio, avrai invece più probabilità di addormentarti. Se riesci ad essere a tuo agio con l’idea di non dormire,  allora l’ansia e la frustrazione si allevieranno e il livello di eccitazione diminuirà”, ha spiegato Colin Espie, professore di medicina del sonno all’Università di Oxford.

Alzarsi dal letto

“Se sono passati più di 20 minuti da quando sei sveglio e non riesci a riprendere sonno, è meglio alzarti dal letto. Non guardare il telefono o altri schermi, ma piuttosto esci dalla stanza e scrivi i pensieri che ti tengono sveglio. Termina con le parole: ‘Può aspettare fino a domani’. Poi torna a letto, concentrati sul tuo respiro e dai a te stesso il permesso di addormentarti”, spiega Jenni June, psicologa.

Scrivere ciò che sta tormentando

“Spendi 20 minuti del tuo tempo per tirare fuori quello che ti passa per la testa ogni giorno. È un modo terapeutico per rendersi conto che in realtà le preoccupazioni sono soltanto pensieri ricorrenti. Si impara a distinguere tra le preoccupazioni ipotetiche (cosa succederebbe se commettessi un errore a lavoro? Potrei essere licenziato?) e quelle reali (ho commesso un errore e ho perso il lavoro). Per seconde puoi fare un piano d’azione e risolvere i problemi e per le prime, imparare invece a lasciarle andare”, ha spiegato Kathryn Pinkham, specialista dell’insonnia.

Tornare a letto e fare un po’ di respirazione profonda

“La respirazione profonda è una potente tecnica di distrazione, in particolare se fatta insieme a una conta. Punta a espirare più a lungo di quanto non inspiri e fermati. Inspira per tre secondi ed espira per cinque, poi fai una pausa. Concentrati sul respiro e sulla conta e se la tua mente si distrae, riporta l’attenzione sull’esercizio fisico. Potrebbe essere necessario farlo per dieci minuti circa”, ha spiegato Christabel Majendie, terapista del sonno.

Ritagliarsi del tempo per prendersi un po’ di sole

“Esporsi al sole almeno mezz’ora può aiutarti a regolare l’orologio interno del cervello e rendere più facile addormentarti”, ha spiegato David K. Randall, autore di Dreamland: Avventure nella strana scienza del sonno.

E se tutto ciò fallisce, possiamo sempre ricorrere ad alcuni bizzarri metodi consigliati nel periodo dell’Umanesimo per prendere sonno:

“Mettete delle sanguisughe dietro le orecchie e tiratele fuori dopo che hanno fatto un foro, infilate un granello di oppio nei buchi”. Consiglio del medico francese del XVI secolo, André du Laurens.

“Uccidete una pecora e poi appoggiatevi i suoi polmoni su entrambi i lati della testa”. Consiglio del chirurgo francese del XVI secolo, Ambroise Paré.

“Dopo cena mangiate lattuga, bevete vino e strofinate un unguento fatto di olio di viole e canfora sulle tempie. Sciogliete una miscela di semi di papavero, semi di lattuga, balsamo, zafferano e zucchero e cuocetela nel succo di papavero. Ascoltate poi musica piacevole e sdraiatevi su un letto coperto di foglie di piante fresche”. Consiglio del filosofo del XV secolo, Marsilio Ficino.