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Cosa c’è da sapere sullo sciopero dei dipendenti di Amazon nel giorno del Black friday
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Cosa c’è da sapere sullo sciopero dei dipendenti di Amazon nel giorno del Black friday

L'adesione dei dipendenti è prevista al 20 per cento ma l'azienda garantisce che non ci saranno ritardi nelle consegne per venerdì 24 novembre e anche per i giorni successivi

23 Nov. 2017
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“Il Black Friday 2016 è stata la giornata con il maggior numero di vendite di Amazon.it, con più di 1,1 milioni di prodotti ordinati. Ha battuto tutte le previsioni con una media di 12 prodotti ordinati al secondo”, commentavano soddisfatti i vertici della divisione italiana di Amazon lo scorso anno.

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Per il Black Friday 2017, previsto per venerdì 24 novembre, la situazione non si prospetta altrettanto rosea dal momento che le principali sigle sindacali — Cgil, Cisl, Uil e Ugl — hanno annunciato uno sciopero nel centro di distribuzione di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza: lo scioperò si concluderà sabato 25 e partirà dalle ore 6 di venerdì.

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Al centro della disputa, che andrebbe avanti da diversi mesi, due punti in particolare: il salario degli impiegati e i turni di lavoro.

“Non c’è stata da parte di Amazon Italia alcuna apertura concreta all’aumento delle retribuzioni o della contrattazione del premio aziendale, considerando anche la crescita enorme di questi anni. I ritmi lavorativi non conoscono discontinuità, le produttività richieste sono altissime e il sacrificio richiesto non trova incremento retributivo oltre i minimi contrattuali”, denunciano i sindacati.

Attualmente i magazzinieri che lavorano a Castel San Giovani sono impegnati su tre turni di lavoro (6-14, 14.30-22.30, 23-6), e guadagnano tra i 1.100 e i 1.200 euro netti al mese per 14 mensilità.

Alcuni sono inquadrati con il contratto del commercio, ma altri, la metà circa dei lavoratori, hanno un contratto a tempo determinato, che serve per affrontare i picchi di lavoro, generalmente tra ottobre e dicembre.

Come infatti specifica il Sole24Ore, “ai 1.600 dipendenti a tempo indeterminato si applica il contratto nazionale del Commercio. Ai restanti 2mila ‘assoldati’ per il solo periodo natalizio quello di somministrazione”.

Fino a pochi mesi fa, questo centro, dove lavorano fino a quattromila persone, era l’unico a servire gli utenti di tutta Italia. A settembre, gli è stato affiancato un nuovo polo vicino a Rieti (per servire il centro-sud) e poi a novembre è stato inaugurato quello di Vercelli (pensato per le consegne nel nord-est).

Nonostante le proposte, le due parti non sono arrivate a un punto d’incontro e così si è giunti allo sciopero.

La giornata scelta non è casuale, dato che proprio per il Black friday il colosso dell’ecommerce vede schizzare gli ordini alle stelle.

“Siamo arrivati a questa decisione non a cuor leggero, perché trovare lavoratori dentro Amazon che ci mettano la faccia e si mettano in gioco è difficile, ma se sta accadendo vuol dire che le condizioni sono ormai diventate insostenibili”, ha commentato a La Stampa Francesca Benedetti della Cisl di Piacenza.

Cosa devono sapere i consumatori

In occasioni come queste Amazon assume un gran numero di interinali, quindi il ritardo sulle consegne dovrebbe essere minimo. Inoltre, se un tempo quello piacentino era l’unico magazzino, adesso l’azienda può contare su Passo Corese in provincia di Rieti, Avigliana e Larizzate in Piemonte e diversi centri per servire Milano con il servizio Prime Now. Nel 2018 aprirà un altro magazzino a Casirate d’Adda in Lombardia.

Alle parole dei sindacati ha risposto il colosso dell’e-commerce.  “Il centro di distribuzione di Castel San Giovanni fa parte di un network italiano ed europeo. Restiamo focalizzati nel mantenere i tempi di consegna ai clienti per la giornata del Black Friday e per le giornate successive”.

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