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Quanto sono diffusi il razzismo e l’odio negli Stati Uniti
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Quanto sono diffusi il razzismo e l’odio negli Stati Uniti

Questa mappa, realizzata da un'organizzazione per la tutela delle minoranze, mostra la diffusione dei gruppi dell'odio nel paese, notevolmente aumentata dopo le elezioni del 2016

16 Ago. 2017

Dopo i fatti di Charlottesville, in Virginia, dove un suprematista bianco ha investito un corteo antirazzista uccidendo una manifestante, si sono riaccesi i riflettori sul problema dei gruppi nazisti e fascisti che operano in tutto il paese.

Questa mappa mostra la presenza percentuale dei gruppi di estrema destra negli Stati Uniti, divisi in quattro macro aree geografiche: nord-est, sud, ovest e midwest (corrispondente agli Stati Uniti centro-settentrionali).

Definire quali gruppi appartengano alla galassia dell’estrema destra è un problema complesso. I dati su cui si basa la mappa sono stati raccolti dal Southern Poverty Law Center, un’organizzazione statunitense senza scopo di lucro che si batte per la tutela dei diritti delle minoranze e contro il razzismo, che monitora i crimini d’odio e le fazioni politiche che li propugnano.

Tuttavia non esistono definizioni che stabiliscano confini chiari per tali crimini. “Un crimine d’odio è un atto criminale motivato, almeno in parte, dall’appartenenza della vittima a un particolare gruppo etnico, religioso o nazionale”, sostiene la dottoressa Phyllis Gerstenfeld, che insegna diritto penale alla California State University Stanislaus, nel suo libro Hate Crimes.

Il Southern Poverty Law Center monitora così le attività di una vasta gamma di gruppi estremisti che propagandano l’odio verso altre comunità. Tra questi ci sono il Ku Klux Klan, diversi movimenti neonazisti, il movimento neo-confederato, alcuni gruppi di skinhead razzisti, gli attivisti affiliati alle formazioni separatiste afroamericane che propongono il Potere nero, gruppi paramilitari contrari al governo federale di Washington e i gruppi ultra-identitari cristiani che propagandano l’antisemitismo.

La campagna presidenziale di Donald Trump ha portato ulteriormente sotto i riflettori questi estremisti. La Splc sostiene che proprio il linguaggio utilizzato in politica ha causato un aumento di questa tipologia di crimini, una specie di “effetto Trump”.

Uno studio condotto dopo le elezioni presidenziali ha indicato un significativo aumento dei crimini razzisti: il 37 per cento dei 1.094 reati di questo tipo commessi tra novembre e dicembre 2016 negli Stati Uniti erano direttamente legati ai temi della campagna elettorale e hanno avuto a oggetto uno o più candidati.

Il numero di gruppi censiti per questa mappa è di 917, distribuiti in 48 stati della federazione americana. Questo numero è più che raddoppiato rispetto alle 457 associazioni monitorate nel 1999.

In questa mappa, ogni stato viene ridimensionato in base al numero totale di attivisti di estrema destra, in proporzione alla popolazione che abita quel territorio.

Si scopre così che il sud degli Stati Uniti è l’area geografica che presenta il maggior numero di attivisti di estrema destra e razzisti, seguito da alcuni stati occidentali della federazione.

In particolare, sono nove gli stati e territori che presentano più di cinque gruppi di estrema destra ogni milione di abitanti: Arizona, Mississippi, Alabama, Tennessee, Kentucky, Sud Dakota, Idaho, Montana e il Distretto di Columbia, dove si trova la capitale federale Washington.

Ma il Southern Poverty Law Center non si limita a mappare il totale degli attivisti che propugnano l’odio razziale ma analizza anche la concentrazione geografica di questi ultimi in base all’ideologia che propagandano.

Dei 917 gruppi censiti, 99 sono riconducibili al neo-nazismo di matrice europea. Gli attivisti e e le associazioni di estrema destra che prendono a modello la Germania hitleriana e il Sud Africa dell’apartheid sono distribuiti soprattutto nell’ovest del paese e nel sud, ma la loro presenza – seppur minoritaria – resta capillare in tutto il territorio degli Stati Uniti.

Il movimento neo-confederato, che si rifà alla guerra civile americana, vede ben 43 diversi gruppi presenti negli Stati Uniti. Questi propugnano la separazione degli Stati del sud dal resto della federazione statunitense e il ritorno alla segregazione razziale.

Questo movimento è pressoché assente nel nord e trova pochissimi adepti nel Midwest e nell’ovest del paese, avendo la propria storica base identitaria negli stati meridionali.

Sono 52 invece i gruppi di estrema destra che propongono la lotta contro i diritti della comunità LGBT e gli attivisti che li rivendicano. Questi sono concentrati soprattutto nel Midwest e nel sud del paese.

A 101 ammontano i gruppi che propugnano la discriminazione nei confronti dei musulmani. Sono presenti in tutto il paese, in particolare nel sud e nell’ovest, ma la distribuzione delle loro attività è talmente capillare che questa mappa ricalca quasi fedelmente quella delle popolazione statunitense.

Questo significa che i gruppi di odio nei confronti dei musulmani sono presenti in tutti gli strati della società statunitense. Non solo: nel 2016 il numero di questi attivisti razzisti è aumentato del 197 per cento, una tendenza che è rimasta stabile dall’11 settembre 2001 in poi.

Il Ku Klux Klan – il gruppo razzista bianco fondato negli Stati Uniti nel 1865 da alcuni reduci dell’esercito della Confederazione – è presente soprattutto nel sud degli Stati Uniti e nel Midwest, trova invece una presenza molto scarsa negli stati occidentali. Sono 130 i gruppi che si rifanno al Klan e che operano in tutti gli Stati Uniti.

Ammontano a 193 le associazioni di separatisti afroamericani e che si rifanno all’ideologia del Potere nero. Questi gruppi, nati per lo più negli anni Settanta, propugnano l’odio contro i bianchi e sostengono che l’autosufficienza della comunità afroamericana passi per la separazione delle comunità e per una redistribuzione della ricchezza a danno della comunità bianca del paese.

Anche questi attivisti sono piuttosto ben distribuiti nel paese e trovano consenso, seppur minoritario, in larghi strati della comunità di colore di tutti gli Stati Uniti.

Infine il Southern Poverty Law Center identifica 78 gruppi di skinhead razzisti. Le “teste rasate” hanno una forte presenza negli stati centro orientali del paese e in quelli occidentali. Le associazioni di estrema destra e ultra-cristiane invece che propongono antisemitismo e razzismo su basi religiose, sono in declino e vedono la presenza di soli 21 gruppi, attivi soprattutto negli stati meridionali della federazione.

Questi dati rappresentano però solo una parte dell’intero fenomeno della propaganda e dell’attivismo razzista negli Stati Uniti, che è in costante crescita soprattutto nel mondo digitale, un universo impossibile da censire. Le mappe danno un’indicazione dei diversi modelli ideologici alla base di queste opinioni estremiste e forniscono una rappresentazione della loro distribuzione geografica.

Va quindi notato che la geografia dei crimini e della propaganda d’odio è un riflesso delle realtà che determinano le tensioni sociali all’interno delle diverse parti del paese. Non è un caso che alcune zone più povere e meno sviluppate degli Stati Uniti presentino un maggior numero di gruppi razzisti e affiliati di estrema destra rispetto alle regioni più ricche e istruite della nazione.

Ecco la mappa completa dei gruppi razzisti in tutti gli Stati Uniti, in proporzione alla popolazione di ogni stato federato:

La mappa che mostra quanto sono razzisti i paesi europei

La mappa con gli stereotipi degli stranieri sull’Italia

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