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Ius soli: tutti i numeri da sapere per capire

Questi dati aiutano a comprendere l'impatto della proposta di legge sulla cittadinanza italiana per gli stranieri, in discussione al Senato

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Credit: Darrin Zammit Lupi

In questi giorni è in discussione al Senato la legge per il riconoscimento della cittadinanza ai minori nati in Italia da genitori stranieri, il cosidetto ius soli temperato, a cui si aggiunge lo ius culturae.

Il provvedimento ha diviso la politica e molti hanno espresso dubbi sul disegno di legge, che garantirebbe la cittadinanza italiana a 800mila stranieri a condizione che siano nati o abbiano studiato in Italia.

Ma quali sono i numeri che possono aiutarci a capire quale impatto avrebbe questa misura sul nostro paese? Ecco alcuni dati Istat su cui riflettere.

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In Italia calano le nascite (anche quelle degli stranieri)

Secondo l’ultimo bilancio demografico nazionale, pubblicato dall’Istat martedì 13 giugno 2017, in Italia continua il calo delle nascite in corso dal 2008. Per il secondo anno consecutivo i nati sono meno di mezzo milione (un calo di 12mila rispetto al 2015) e di questi più di 69mila sono stranieri.

Complessivamente gli stranieri costituiscono il 14,7 per cento del totale sulle nuove nascite, ma anche questi sono in diminuzione rispetto agli anni precedenti.

L’età media degli italiani aumenta

L’età media dei cittadini italiani cresce inesorabilmente dal 2008, come mostra anche il grafico a piramide tratto da L’Italia in cifre dell’Istat. Questo ha ovviamente un impatto negativo sulla produttività e la dinamicità del paese. Anche l’età media degli stranieri nel nostro paese è in aumento.

All’1 gennaio 2017, la classe di età tra 18 e 34 anni pesa quasi per il 30 per cento sul totale della popolazione straniera, quella italiana solo per il 17 per cento. Al contrario, le persone con 65 anni e più tra gli stranieri hanno un’incidenza di circa il 4 per cento, mentre rappresentano circa un quarto degli italiani.

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Le acquisizioni di cittadinanza sono in aumento

In compenso, continuano a crescere le acquisizioni di cittadinanza. Nel 2016 i nuovi italiani sono più di 200mila, sempre secondo il bilancio demografico nazionale.

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Rallenta l’aumento dei cittadini stranieri residenti

All’1 gennaio 2017, i cittadini stranieri sono stimati essere poco più di 5 milioni, ossia l’8,3 per cento dei residenti, con una netta prevalenza al centro-nord. Rispetto all’1 gennaio 2016, l’incremento è stato di 2.500 unità; si tratta della crescita più modesta degli ultimi anni.

Ad alimentare il numero degli stranieri in Italia concorrono non solo le migrazioni dall’estero – il saldo migratorio nel 2016 si mantiene positivo e ammonta a oltre 200 mila stranieri –, ma anche i tanti nati nel nostro paese da genitori stranieri, le cosiddette seconde generazioni.

In Italia un nato su cinque ha almeno un genitore straniero

Campagna regione lazio

Dal 2008 le nascite che ogni anno hanno riguardato coppie non italiane sono più di 70 mila. I nati da genitori entrambi stranieri sono aumentate fino al 2012, quando hanno raggiunto il valore massimo (78.577 nati). Dal 2013 si è osservata una moderata decrescita che è tornata, nel 2015, su valori vicini a quelli di sette anni prima (71.672).

I nati da madre straniera e padre italiano sono passati dai 19.309 del 2008 ai 22.173 del 2015 (dal 3,4 al 4,6 per cento). È aumentato il numero di figli da madre italiana e padre straniero, anche se si tratta di livelli ben più contenuti del caso precedente (nel 2015 a livello nazionale sono stati 6.497 nati).

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