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Bombardato un ospedale di Msf in Yemen

Lunedì 26 ottobre la coalizione araba guidata dall'Arabia Saudita ha compiuto nel nord dello Yemen un attacco aereo contro un ospedale dell'Ong

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Un ospedale dell’organizzazione non governativa Medici senza frontiere nello Yemen è stato colpito da un attacco aereo compiuto dalle forze dell’Arabia Saudita lunedì 26 ottobre 2015.

Secondo quanto riportato dall’organizzazione umanitaria, si tratta del più recente bombardamento contro obiettivi civili condotto dalla coalizione araba guidata dall’esercito saudita nella campagna in Yemen iniziata ormai sette mesi fa, a marzo del 2015.

Nel corso dell’attacco avvenuto a Sa’dah, nel nord dello Yemen, “pazienti e staff [erano] all’interno della struttura”, ha dichiarato Medici senza frontiere su Twitter.

Diverse persone sono rimaste ferite nell’attacco, ha riferito l’agenzia di stampa statale yemenita Saba, citando il direttore dell’ospedale Heedan, il dottor Ali Mughli.

“Gli attacchi aerei hanno provocato la distruzione dell’intero ospedale e di tutto quello che c’era all’interno, strumentazioni e forniture mediche comprese”, ha detto il dottor Mughli.

Altri attacchi aerei nella stessa regione avrebbero colpito una scuola femminile e danneggiato le case di alcuni civili, riferisce l’agenzia stampa Saba, che è controllata da ribelli sciiti Houthi.

(Qui sotto un tweet dell’ufficio stampa britannico di Medici Senza Frontiere. Una foto scattata dal tetto dell’ospedale bombardato) 

Il 26 marzo del 2015 una coalizione di Paesi arabi guidata dall’Arabia Saudita è intervenuta nella guerra civile in corso in Yemen. Sette mesi di campagna militare non sono riusciti ad arginare l’avanzata dei ribelli sciiti Houthi verso Sana’a, la capitale del Paese.

Oltre 5mila persone sono rimaste uccise nel conflitto finora. Alcune organizzazioni per i diritti umani hanno espresso preoccupazione per le continue morti provocate da attacchi aerei e combattimenti via terra.

È la seconda volta nel mese di ottobre che un ospedale di Medici senza frontiere viene colpito: il 3 del mese, nella città afgana di Kunduz, il centro di Msf era stato bombardato dalla Nato, causando la morte di trenta persone.

(Nell’immagine qui sotto una mappa degli ospedali di Medici senza frontiere presenti in Yemen)