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Chi sono i Casamonica

Alcune cose utili da sapere sui Casamonica, una fra le famiglie più influenti a Roma che ha raggiunto un patrimonio pari a 90 milioni di euro e conta circa mille uomini

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Il 20 agosto del 2015 l’informazione italiana ha dato molta attenzione al fastoso funerale del 65enne Vittorio Casamonica, figura di primo piano della famiglia che costituisce l’omonimo clan criminale attivo a Roma.  Secondo gli inquirenti, sarebbero attivi principalmente nei settori dell’usura e del traffico di stupefacenti. Vittorio Casamonica, tuttavia, non ha mai ricevuto condanne. 

Il funerale, caratterizzato da una sfarzosa carrozza con cavalli, grandi striscioni che inneggiavano al defunto appellandolo come re di Roma e un elicottero che ha gettato petali di rosa sulla piazza, ha avuto luogo nella basilica di San Giovanni Bosco, nella zona sudest di Roma, area considerata al centro dell’attività del clan.

Lo sfarzo del funerale non è un fatto illegale, ma è stato visto dai media e dalle istituzioni come un modo di mostrare la forza del clan, tanto più di fronte al fatto che le istituzioni hanno riferito di non essere state informate del funerale.

Chi sono i Casamonica?

Il giornalista Lirio Abbate, in un articolo uscito sul settimanale L’Espresso nel dicembre del 2012, ha indicato il clan come uno dei quattro gruppi criminali che gestisce gli affari criminali nella capitale, insieme ai Fasciani, i Senese e il gruppo di Massimo Carminati, poi salito alle cronache con l’inchiesta su Mafia Capitale.

L’area di attività dei Casamonica sarebbe soprattutto il sudest di Roma, quella zona che oltre la basilica di San Giovanni in Laterano, seguendo la via Appia Nuova e la Tuscolana, attraversa i popolosi quartieri del Tuscolano, di Don Bosco, di Cinecittà e della Romanina fino a raggiungere i Castelli Romani. La stessa zona dove, appunto, si è svolto il funerale di Vittorio Casamonica.

La famiglia Casamonica ha origini rom abruzzesi e si è trasferita a Roma negli anni Settanta. Da quel momento Vittorio Casamonica ha avuto stretti rapporti con la Banda della Magliana, all’epoca il più influente gruppo criminale di Roma, e in particolar modo con il suo cassiere, Enrico Nicoletti.

Le tradizioni della famiglia sono forti e ben radicate nelle loro origini sinti abruzzesi, e hanno contribuito al rafforzamento dei rapporti con altre famiglie della stessa origine, come i Di Silvio, i De Rosa, gli Spinelli, gli Spada e i Cena. Nell’ambito dei Casamonica inoltre è molto popolare il pugilato: un suo esponente, Romolo, ha anche partecipato con l’Italia alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 in questo sport.

Negli anni, i Casamonica hanno raggiunto un patrimonio stimato dagli inquirenti intorno ai 90 milioni di euro e, secondo un censimento condotto dalla polizia, il clan può contare su circa un migliaio di uomini. Secondo gli investigatori, le principali attività compiute dal clan sarebbero l’usura, le truffe e il traffico di sostanze stupefacenti.

Un ruolo importante nell’organizzazione della famiglia è in mano alle donne, spesso inserite in ruoli di rilievo. Questo aspetto emerse ampiamente durante alcuni arresti avvenuti nel 2012 e altri nel 2013, che mostrarono come diverse donne della famiglia gestivano lo spaccio nell’area della Romanina, a Roma.

Diverse inchieste delle forze dell’ordine hanno coinvolto il clan, che è stato in numerose occasioni colpito con arresti, demolizioni di immobili abusivi e sequestri di beni. In queste operazioni è emerso ampiamente un loro tratto caratteristico: il gusto per il lusso, soprattutto in stile hollywoodiano.

Tra i beni sequestrati, infatti, vi sono state numerose automobili di lusso, come Ferrari, Rolls Royce e Bentley. Nel 2012, un’operazione delle forze dell’ordine ha portato all’arresto di 39 persone legate al clan.

Il 20 agosto questo gusto per il lusso e lo sfarzo è salito alla ribalta nelle cronache nazionali con il fastoso funerale di Vittorio Casamonica, in cui una carrozza barocca trainata da cavalli ha condotto il feretro di fronte alla chiesa e un elicottero ha gettato petali di rosa sulla piazza.

Proprio il giorno successivo alle esequie, tre nipoti di Vittorio Casamonica hanno rilasciato alcune dichiarazioni all’emittente televisiva SkyTg24 in cui hanno chiarito che i cavalli e la banda musicale fanno parte della propria tradizione e che l’elicottero e gli striscioni sono stati una cosa voluta dalla famiglia per ricordare il defunto.

I parenti hanno inoltre voluto precisare che non sono una famiglia di mafiosi e che, infatti, nonostante alcuni fra i Casamonica siano stati condannati per diversi reati, non sono un gruppo mafioso.

Ma sulla vicenda del funerale sono intervenuti diversi rappresentanti del mondo politico e istituzionale, che hanno mostrato diverse carenze nella gestione dell’evento, dopo che prefettura e forze dell’ordine hanno riferito di non essere stati informati del funerale.

“Sono stati commessi degli errori”, ha riferito il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ma la capitale “non è connivente”, mentre la Questura ha chiarito in una nota di non aver avuto alcuna notizia sui funerali e che Vittorio Casamonica era “un personaggio ai margini di ambienti criminali”.

La famiglia Casamonica non è stata coinvolta nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale, ma un suo esponente, Luciano Casamonica, partecipò a una cena della cooperativa di ex detenuti 29 giugno guidata da Salvatore Buzzi (oggi in carcere in attesa di processo con l’accusa di associazione mafiosa) e alla quale presero parte diverse persone indagate e arrestate nell’ambito dell’inchiesta.

Luciano Casamonica partecipava alla cena in quanto ex detenuto – categoria seguita dalla cooperativa – e nel 2013, quando le foto dell’evento uscirono pubblicamente per la prima volta, fece discutere lo scatto in cui Casamonica posava con Gianni Alemanno, all’epoca sindaco di Roma.

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Nella foto sotto: la cena della cooperativa 29 giugno. In alto a sinistra, con la maglia dell’Italia, Luciano Casamonica.