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Dati reali sui rom

Quanti sono, chi sono, da dove vengono e quanto costano allo stato italiano. Spiegato senza giri parole

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Chi sono, quanti sono, quanto costano e come li vedono gli italiani. Qui sotto abbiamo raccolto alcuni dati utili e interessanti da sapere sulle persone d’etnia rom.

Chi sono: rom, sinti e camminanti

I rom, i sinti e i camminanti sono una minoranza linguistica e culturale presente in Italia. I rom sono il gruppo più diffuso e sono presenti in tutte le regioni. I primi rom arrivarono dall’Europa orientale nel Quattordicesimo secolo, ma la maggior parte arrivò negli anni Sessanta e Settanta.

I camminanti, chiamati anche siciliani erranti, sono un gruppo nomade presente soprattutto in Sicilia. I sinti sono un’altra etnia della popolazione di lingua romaní, parlata soltanto da alcuni rom e sinti. Tradizionalmente i sinti praticano attività circensi e di giostrai e vivono soprattutto nel nord e nel centro Italia.

Quanti sono i rom 

In totale, i rom in Europa sono tra i 10 e i 12 milioni, e rappresentano la più grande minoranza etnica presente nel continente. Di questi, circa la metà, ovvero 6 milioni, risiede nei Paesi membri dell’Unione europea. 

In Italia i rom sono circa 180mila e rappresentano lo 0,25 per cento della popolazione residente nel Paese, una percentuale inferiore rispetto a quella presente in molti altri Paesi europei, come per esempio in Grecia (2 per cento), Spagna (1,8 per cento) e Francia (0,8 per cento). 

Circa il cinquanta per cento dei rom presenti in Italia ha la cittadinanza italiana. Gli italiani intervistati al riguardo, tuttavia, ritengono – erroneamente – che questa percentuale non superi il 10 per cento. 

Come li vedono gli italiani: 

Secondo un sondaggio del 2014, condotto dal Pew Research Centre, un centro di ricerca statunitense, l’85 per cento degli italiani ha un’opinione sfavorevole dei rom. Solo il 10 per cento ha una posizione favorevole a riguardo.

Nomadismo e campi abitativi: 

In un sondaggio del 2008 è emerso che l’84 per cento degli intervistati ritiene che i rom siano prevalentemente nomadi. In realtà, secondo un rapporto del 2014, solamente il 3 per cento della popolazione rom presente in Italia ha uno stile di vita itinerante. 

Secondo un rapporto di Amnesty del 2013 le politiche abitative italiane discriminano i rom. “Erroneamente etichettandoli come “nomadi”, per anni le autorità municipali di Roma hanno alloggiato i rom senza casa in container e roulotte sovraffollati all’interno di campi mono-etnici, lontani da servizi essenziali e mezzi di trasporto”, si legge nel rapporto.

“Se chi non è rom può almeno sperare in una delle poche case popolari disponibili, qualora ne abbia bisogno, per i rom che vivono nei campi autorizzati ciò è praticamente impossibile, a causa di criteri di assegnazione che non possono soddisfare e dai quali sono stati di recente espressamente esclusi”. 

A Roma, i rom sono circa 8mila, di cui almeno la metà vive nei campi abitativi. 

(Nella foto qui sotto: una bambina al campo rom di Triel-sur-Seine, nei pressi di Parigi. Credit: Benoit Tessier)


Scolarizzazione dei bambini rom:

I minorenni costituiscono il 60 per cento dei rom in Italia. Di questi, solamente il 30 per cento risulta essere iscritto a scuola, secondo i dati sulla dispersione scolastica riferiti dal ministero dell’Istruzione. Tuttavia, molti dei bambini e ragazzi iscritti a scuola non frequentano le lezioni in modo continuativo.

Una percentuale nettamente superiore si registra invece in Spagna, dove i minorenni rom scolarizzati rappresentano il 93 per cento. 

Quanto costano allo stato italiano:

Secondo un rapporto pubblicato dal Centro di raccolta, curato dall’associazione 21 luglio, nel 2013 a Roma sono stati spesi complessivamente 24 milioni di euro per gestire la presenza rom nella capitale. 

Di questi, però, oltre 22 milioni sono stati spesi per la gestione dei campi abitativi, e un ulteriore milione e mezzo è stato utilizzato per effettuare gli sgomberi forzati.

Solamente il 13,2 per cento della spesa complessiva è stato indirizzato a una maggiore integrazione dei bambini rom nelle scuole, e solamente lo 0,4 per cento per l’inclusione sociale della minoranza nel Paese.