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Di Battista
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In Argentina un 30enne è diventato proprietario del dominio di Google pagando meno di 3 euro

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Il giovane ha acquistato l'Url del motore di ricerca americano reso disponibile per un errore tecnico sul portale della Direzione nazionale argentina del Registro dei domini Internet

Un giovane ha acquistato per pochi euro il dominio di Google in Argentina, diventandone legalmente proprietario per meno di un paio d’ore. È la storia di Nicolas David Kuroña, un trentenne originario della città di Berazategui, nella provincia di Buenos Aires, che è riuscito a controllare l’indirizzo Internet del più diffuso motore di ricerca del mondo, anche se solo per poco.

Tutto è cominciato con un tweet. “Ci tengo a precisare che ho visto il dominio http://google.com.ar disponibile su http://nic.ar e l’ho acquistato legalmente!”, ha scritto il giovane su Twitter nella notte tra il 20 e il 21 aprile, riferendosi al portale della Direzione Nazionale del Registro dei domini Internet del Paese latinoamericano, da cui Kuroña ha acquistato l’Url locale di Google.

Poco prima, sui social si era scatenata la curiosità degli utenti argentini che non riuscivano più a raggiungere il motore di ricerca, rimasto temporaneamente non disponibile per alcuni minuti. In breve, uno screenshot è diventato virale sulle principali piattaforme argentine.

google argentina

L’immagine, ripresa direttamente dal portale Nic.ar, indica Kuroña, ex dipendente di una società di consulenza tecnologica, come il proprietario del dominio http://google.com.ar. “Il dominio era scaduto e disponibile all’acquisto”, ha chiarito il giovane su Twitter. “È tutto legale”.

Cos’è successo? Secondo i media locali, un problema tecnico legato a un ritardo ha reso disponibile il dominio locale di Google, a cui tutti gli utenti argentini sono automaticamente reindirizzati quando usano il motore di ricerca di Mountain View. Gli indirizzi Internet registrati in Argentina tramite domini che terminano in .ar scadono però una volta all’anno e possono essere acquistati sull’apposito portale se non rinnovati.

“Non avevo brutte intenzioni, ho solo provato a capire se potevo acquistare il dominio che risultava disponibile”, ha raccontato Kuroña all’emittente televisiva argentina El Nueve. “Quando mi è arrivata la fattura per posta, ho cercato i dati di Google su Nic.ar e ho visto il mio nome. Sono rimasto bloccato a guardare lo schermo: non potevo crederci”.

Il giovane ha acquistato il dominio per soli 270 pesos argentini, circa 2 euro e 40 centesimi, ma come ha fatto? “Ero calmo al computer quando in un gruppo WhatsApp leggo che google.com.ar non era attivo”, ha rivelato Kuroña. “Quindi mi sono detto ‘non può essere’ e sono andato su Nic.ar per vedere se il dominio era disponibile”. Una volta appurata la possibilità di acquistare l’indirizzo Internet del motore di ricerca più popolare al mondo, il giovane ha ammesso di non credere ai propri occhi. “Ci ho provato e il sistema me lo ha permesso, poi ho ricevuto l’e-mail con la fattura di acquisto”.

Il controllo di Kuroña su Google è durato però meno di un paio d’ore, finché il colosso di Mountain View non è stato in grado di recuperare la proprietà del dominio in Argentina. Dopo lunghi minuti di incertezza sulla rete, migliaia di reclami e una valanga di meme sui social che prendevano in giro il motore di ricerca americano, su Nic.ar il dominio è tornato di proprietà di Google Inc., con scadenza l’8 giugno 2021.

Il giovane ha spiegato a El Nueve di non essere stato contattato da nessuno, tanto meno da Google, ma che l’acquisto è stato semplicemente annullato da Nic.ar. “Tutto è durato solo un paio d’ore e poi se lo sono ripreso”, ha raccontato Kuroña. “I dati di Google sono apparsi di nuovo sul portale, ma comunque non avevo intenzione di mantenere il dominio”.

Al momento, il principale effetto prodotto dal curioso episodio, oltre al traffico social, ha interessato le tasche del giovane argentino, a cui non sono stati restituiti i 270 pesos spesi per acquistare l’Url locale del motore di ricerca. “Non ho ancora visto niente”, ha concluso Kuroña, diventato ormai quasi un influencer sui social.

Molto attivo su Twitter, il profilo del trentenne ha rapidamente superato i 10 mila follower dalla precedente trentina di seguaci. Secondo i dati resi pubblici proprio da Kuroña sui suoi account Internet, il giovane è un tifoso del Boca Juniors, vive una relazione e ha un figlio di 10 anni. Fino alla fine dello scorso anno, il trentenne lavorava presso Datco Soluciones, una società di consulenza tecnologica. A quanto emerge dai suoi profili, l’uomo investe in bitcoin ed è un estimatore dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

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