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Hacker rubano progetti di nuovi prodotti alla Apple e chiedono il riscatto: “Dateci 50 milioni di dollari”

Immagine di copertina
Pixabay

Hacker rubano progetti di nuovi prodotti alla Apple e chiedono il riscatto: “Dateci 50 milioni di dollari”

Un gruppo di hacker ha chiesto ad Apple un riscatto di 50 milioni di dollari dopo aver sottratto a un fornitore i progetti per diversi nuovi prodotti della casa californiana, che includerebbero due modelli di portatili MacBook e un nuovo Apple Watch. Il gruppo ha iniziato a rendere pubblici i documenti martedì 20 aprile, lo stesso giorno in cui Apple ha tenuto un evento per presentare diversi nuovi modelli, tra cui un iMac più sottile e dotato del nuovo microchip prodotto internamente dall’azienda, mostrato anche nelle immagini diffuse dagli hacker.

Il gruppo “Sodin” ha dichiarato sul proprio blog di aver utilizzato il ransomware REvil e di essere arrivato a sottrarre direttamente i progetti dal fornitore taiwanese Quanta. Gli hacker hanno dichiarato che l’azienda, che produce diversi portatili per Apple, si sarebbe rifiutata di pagare il riscatto richiesto, spingendoli a iniziare a pubblicare i documenti rubati. “Tim Cook può ringraziare Quanta”, hanno detto, chiedendo ad Apple di pagare il riscatto di 50 milioni di dollari entro il 1° maggio.

Il gruppo, che in passato ha rivolto la stessa richiesta anche ad Acer e ha colpito il gruppo farmaceutico francese Pierre Fabre, ha anche dichiarato di aver sottratto progetti per un nuovo portatile ThinkPad di Lenovo.

Quanta ha confermato l’attacco a Bloomberg, affermando che ha colpito “una piccola quantità” di server, senza causare “un impatto materiale” sulle proprie attività. I ransomware sono un tipo di malware che impediscono o limitano l’accesso degli utenti ai propri sistemi, chiedendo un pagamento per poter decrittare i dati.

Tra i documenti già pubblicati sono presenti anche diagrammi per il MacBook Air 2020, già uscito, e un nuovo portatile senza la “Touch Bar” introdotta negli scorsi anni e con l’aggiunta di porte che erano state rimosse negli ultimi modelli.

Leggi anche: Perché la cyber security è un problema che ci riguarda tutti: “E l’Italia è molto indietro”

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