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Tour de France 2023: l’apoteosi del Re pescatore

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Tour de France 2023: l’apoteosi del Re pescatore

Il danese Jonas Vingegaard (Jumbo Visma) ha vinto la la sedicesima tappa del 110° Tour de France, l’unica a cronometro di questa edizione della Grande Boucle, lungo i 22 chilometri da Passy a Combloux. La maglia gialla, con una prova stratosferica, ha completato il percorso in 32’36” all’incredibile media di 41,227 kmh. Alla piazza d’onore, staccato di ben 1’38”, si è piazzato lo sloveno Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) con il compagno del vincitore, il fiammingo Wout Van Aert (Jumbo Visma), terzo a 2’51”. Prende corpo in modo decisamente più definito la classifica generale in cui Vingegaard può ora vantare un margine di 1’48” su Pogacar (UAE Team Emirates) con il britannico Adam Yates (UAE Team Emirates) che è salito al terzo posto in graduatoria alla distanza siderale di 8’52”.

La tappa odierna ricalcava nella parte finale il percorso del mondiale di Sallanches 1980, reso indimenticabile da Bernard Hinault, che proprio sulla Cote de Domancy, ultimi 5.000 metri della frazione odierna, seppe costruire il suo trionfo staccando G.B. Baronchelli all’ultimo dei 20 passaggi previsti. Di questo fatto ha tenuto ben conto Giulio Ciccone (Lidl Trek) che ha concentrato tutte le sue energie sulla parte finale del tracciato, valida come GPM di seconda categoria, ottenendo il secondo tempo alle spalle del vincitore e così rafforzando la sua maglia a pois.

Si pensava che la La frazione odierna potesse far pendere la bilancia in modo leggero a favore d’uno dei due diarchi. Invece, a sorpresa, non c’è stata storia. Vingegaard l’ha dominata dall’inizio alla fine infliggendo all’avversario la bellezza di quattro secondi e mezzo a chilometro. Lo sloveno, per parte sua, ha poco da rimproverarsi considerando il distacco da lui inflitto a uno specialista come Van Aert, dato alla vigilia come favorito per la vittoria di giornata.

Domani andrà in scena la diciassettesima tappa. La corsa saluterà le Alpi con la frazione più dura in assoluto di questa edizione. Saranno 5400 i metri di dislivello, spalmati su quattro durissime salite, lungo i 166 chilometri da Saint-Gervais Mont-Blanc a Courchevel. In partenza i corridori incontreranno il Col des Saisies che sarà poi seguito dal Cormet de Roselens e dalla Côte de Longefoy. Tutto questo farà da preludio alla salita finale, quella che molto probabilmente sigillerà il destino di questo Tour de France. Con i suoi 2.304 metri d’altitudine il Col de la Loze, sarà non solo la salita più dura ma anche il Souvenir Henri Desgrange, ovvero la cima più alta, di quest’anno. Una lunga ascesa che misurerà in totale 28 chilometri con pendenza media al 6% che però saliranno fino al 24% nel tratto finale. Dopo lo scollinamento ci saranno sei chilometri di discesa fino al traguardo, dove apprenderemo il nome del vincitore della Grande Boucle. La situazione parrebbe cristallizzata. Di certo a Pogacar per tentare di ribaltare la classifica non basterà più uno scatto a caccia dell’abbuono.

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