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L’infortunio di Chris Froome ci regala un Tour de France incertissimo

Di Simone Gambino
Pubblicato il 14 Giu. 2019 alle 21:29 Aggiornato il 15 Giu. 2019 alle 10:49
Immagine di copertina
Photo by Anne-Christine POUJOULAT / AFP

Tour de France 2019

Tour de France 2019 Chris Froome | Ora che c’è la certezza che il decorso post operatorio di Chris Froome procede regolarmente, al punto che già si parla dei tempi di rientro in bicicletta, sei mesi, si può affrontare con serenità il discorso su un Tour de France che si presenta incerto quanto non capitava da anni.

Una corsa, quella francese di quest’anno, dal disegno che ricorda la torre di Pisa, tutto pendente verso oriente con l’Atlantico e tutta la Francia occidentale che viene ignorata.

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Similmente al percorso, anche la distribuzione nelle scelte dei campioni del pedale, aveva portato molti quest’anno a privilegiare il Giro d’Italia, convinti che questo Tour era stato disegnato su misura per il kenyano bianco alla caccia del quinto trionfo, quello che lo avrebbe portato nell’olimpo dei plurivincitori insieme a Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain.

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Ma Froome non ci sarà ed allora tutto cambierà, o forse no? L’Ineos, nuovo nome della corazzata Sky, schiera al via una squadra eccelsa. Geraint Thomas, libero dal giogo di Froome, potrà difendere la vittoria dello scorso anno sostenuto dai suoi compagni che come sempre “ammanetteranno” la corsa. Il favorito è lui, anche se non in modo schiacciante come sarebbe stato Froome se fosse stato presente.

Tour de France 2019 Chris Froome | Tom Dumoulin potrebbe stare benedicendo la caduta di Frascati che ha interrotto anzitempo il suo Giro d’Italia. Senza Froome al via, gli si offre un’occasione forse irripetibile di aggiungere il Tour de France al suo palmares già ricco del Giro N° 100.

L’australiano Richie Porte ed il colombiano Nairo Quintana hanno anche loro una possibilità in più ma, per entrambi, c’è il sospetto che gli anni migliori siano alle loro spalle. I francesi, forti del percorso ad entrambi favorevole, sperano che almeno uno tra Romain Bardet e Thibaut Pinot s’inserisca nella lotta per riportare in Francia una maglia gialla che manca dall’ultima vittoria di Bernard Hinault 34 anni fa.

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Personalmente, anche considerando la squadra di cui dispone, starei attento al danese Jakob Fuglsang. Il capitano dell’Astana dopo una primavera sontuosa, culminata con la vittoria nella Liegi – Bastogne – Liegi, potrebbe essere pronto per l’appuntamento che capita una volta sola in carriera.

Chiudiamo con gli italiani. Dovrebbero essere al via sia Vincenzo Nibali che Fabio Aru. Lo Squalo ha dato tutto al Giro e si presenta al Tour, sempre che lo faccia, per onorare il desiderio dello sponsor.

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Tour de France 2019 Chris Froome | Se andasse subito fuori classifica, Nibali potrebbe sperare di vincere una tappa di prestigio, magari inserendosi in una fuga da lontano. Diversamente, parliamo di un piazzamento intorno al decimo posto in classifica.

Finalmente guarito, Fabio Aru vuole tornare ad essere quel corridore che due anni fa fece vedere i sorci verdi a Chris Froome. L’entusiasmo che dà lo stare bene dopo un lungo periodo di cattiva salute è un tonico eccezionale per il Cavaliere dei Quattro Mori cui, oggettivamente manca, però, una preparazione adeguata.

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In alternativa, speriamo negli exploit di giornata di Albero Bettiol, vincitore del Giro delle Fiandre, del campione europeo Matteo Trentin e del bresciano Sonny Colbrelli.