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Il caos Serie A non rischia di danneggiare solo l’Inter, ma tutto il calcio italiano

Uno dei campionati più avvincenti degli ultimi anni rischia di finire nel caos. Colpa del coronavirus? No, colpa di una decisione scellerata

Di Stefano Mentana
Pubblicato il 29 Feb. 2020 alle 18:54 Aggiornato il 29 Feb. 2020 alle 18:58
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Immagine di copertina
Credit: ANSA foto Jonathan Moscrop/Sportimage(Credit Image: © Jonathan Moscrop/CSM via ZUMA Wire)

Uno dei campionati di calcio più belli, indecisi e competitivi degli ultimi anni in Italia rischia di essere gravemente compromesso. Dal coronavirus? No, da una scellerata decisione della Lega Serie A, che tra rinvii e partite a porte chiuse ha messo in piedi un vero pasticcio che rischia di mettere le pretendenti allo scudetto su binari diversi che viaggiano a velocità diverse.

Sia subito chiaro: giocare a porte chiuse un match del calibro di Juventus-Inter è qualcosa che va scongiurato in tutti i modi, ma prima di questo è doveroso preservare l’equilibrio del campionato tra le squadre.

Mentre in intere regioni italiane l’emergenza coronavirus viene affrontata con tutta la prudenza del caso, chiudendo scuole, università e uffici e limitando il più possibile eventi pubblici, è naturale che anche sul calcio ci siano conseguenze, ma il rischio è quello di creare un vero disastro che può trasformare una stagione avvincente nel caos più totale.

Dopo un prudente rinvio delle partite dello scorso fine settimana che hanno coinvolto squadre delle regioni del nord Italia ritenute a rischio, dopo un turno di Europa League disputato dall’Inter in un surreale Meazza a porte chiuse contro il Ludogorets, la Lega Serie A, l’organo che gestisce i calendari della massima divisione, ha optato per il rinvio di ben cinque partite, tra cui il big match Juve-Inter, una partita cruciale per la lotta scudetto.

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Questa decisione, arrivata oltre tutto a poche ore dal fischio di inizio delle partite (nel caso di Udinese-Fiorentina addirittura a solo sei ore dall’inizio!) porta a una conseguenza inedita, ovvero uno sfalsamento dei calendari per cui alla fine di questa giornata ci saranno squadre che hanno disputato tutte le partite, squadre con una gara in meno e squadre – in primis l’Inter – con ben due partite in meno. Ma ovviamente le gare non disputate vanno recuperate, compatibilmente con un calendario che prevede già diversi appuntamenti internazionali, e come tali non rinviabili, e l’inizio, poco dopo la fine della stagione, degli Europei.

Senza entrare nella polemica dei biglietti che la Juventus avrebbe dovuto rimborsare in caso di partita a porte chiuse – un fatto da prendere in considerazione solo in casi estremi a prescindere dai biglietti, visto il calibro della partita, vediamo più nello specifico cosa rischia adesso di succedere.

Prima della scorsa giornata di campionato, la 25esima, la Juventus conduceva la classifica con 57 punti, seguita dalla Lazio a 56 e dall’Inter a 54. Dopo questa, la Lazio condurrà con 62 punti e 26 partite disputate, la Juventus sarà seconda a 60 con 25 partite e l’Inter, che da quel momento non è più potuta scendere in campo, ferma a 54 punti e a 24 partite giocate. Partite che, come abbiamo detto, andranno recuperate.

Mentre la Lazio dovrà limitarsi a procedere con il normale calendario, la Juventus dovrà disputare un turno infrasettimanale contro l’Inter il 13 maggio. Ma se i bianconeri si limitano a trovarsi una partita in più in un momento cruciale della stagione, ai nerazzurri rischia di andare molto peggio, con conseguente caos totale: nelle due settimane tra il 10 e il 24 maggio l’Inter rischia infatti di dover disputare ben quattro partite, con chiare e possibili conseguenze sullo stato di forma dei calciatori, ma questo non è tutto.

L’Inter è ancora in corsa in Europa League e Coppa Italia, torneo quest’ultimo gestito dalla Lega Serie A e per il quale la finale sarà disputata il 20 maggio. Proprio il 20 maggio sembra però essere l’unica data possibile per il recupero di Inter-Sampdoria, saltata la scorsa settimana, e due partite lo stesso giorno ovviamente non si possono giocare. I rischi a questo punto sono chiari: o una totale implosione della Serie A, o un campionato che rischia di destare polemiche quale che sia il risultato finale. Se la Lega Serie A non dovesse trovare una soluzione che garantisca un’armonia del calendario ed eviti questi evidenti squilibri, si rischierebbe un vero polverone, con la possibilità di relativi strascichi legali e uno screditamento dell’immagine del nostro calcio.

Ma esistevano alternative? Per evitare squilibri nelle gare disputate, si sarebbe potuto rinviare l’intera 26esima giornata di Serie A, che per quanto sarebbe stata una decisione possibile avrebbe garantito l’equilibrio nella preparazione delle squadre. Si tratta della stessa decisione adottata dalla Svizzera in questo fine settimana per affrontare l’emergenza coronavirus.

È importante che la Lega calcio trovi una soluzione, per quanto ancora possibile, al fine di garantire il maggior equilibrio possibile nel calendario delle 12 (per qualcuno 14…) giornate rimaste. Non deve avvenire nell’interesse di una squadra o dell’altra, ma nell’interesse di un campionato che rischierebbe di vedere un vincitore delegittimato e uno screditamento della nostra immagine a livello internazionale. Allontanare lo spettro di ogni polemica oggi serve più che mai, e serve prima di tutto al calcio italiano.

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