Milano-Sanremo 2026: Tadej contro Mathieu (e il mondo sta a guardare)
Con idealmente in sottofondo la famosa canzone dei Dik Dik, sabato 21 marzo, primo giorno di primavera, si disputerà la 117ma edizione della Milano-Sanremo, classica inaugurale tra le cinque monumento stagionali. Il percorso ricalcherà quello dell’anno scorso, eccezion fatta per una deviazione che causerà un allungamento di nove chilometri portando il totale complessivo a 298. Poco dopo le dieci la carovana muoverà da Pavia, transitando in Piemonte prima di raggiungere la Liguria dove, al chilometro 150, verrà affrontato il Passo del Turchino, in un tempo lontano spauracchio decisivo ma oggi degradato alla stregua d’un lungo cavalcavia. La discesa successiva terminerà a Voltri. Qui i corridori incontreranno il mare, immettendosi sulla Via Aurelia. Mancheranno a questo punto 140 chilometri al traguardo.

Dopo 80 chilometri di lungomare privo di insidie, ad Alassio, si entrerà nel vivo dell’agone. Ai meno 52 dal traguardo, in coincidenza con il passaggio dalla provincia di Savona a quella di Imperia, verranno affrontati, nel breve spazio di 13 chilometri, i tre capi storici della classicissima di primavera, nell’ordine Mele, Cervo e Berta. Superata questa terna, l’attraversamento di Imperia farà da preludio a quello che potrebbe essere il momento decisivo della gara. A 28 chilometri dall’arrivo, a San Lorenzo a Mare, i corridori abbandoneranno la SS1, svoltando a destra, per imboccare la salita di Costa Rainera, 5.650 metri al 4,1% di pendenza media, che li porterà a Cipressa. Su questa ascesa, il punto più duro della corsa, chi vorrà fare selezione, dovrà necessariamente giocare le sue carte. Dopo l’impegnativa picchiata che ricondurrà il gruppo sull’Aurelia, ci saranno 10 chilometri rettilinei, storicamente ostili agli attaccanti, fino ad Arma di Taggia. Oltrepassata la patria delle olive, la corsa lascerà nuovamente la SS1 per affrontare le rampe del Poggio. Introdotto nel 1960, questo dentello, 3.700 metri al 3,7%, si è rivelato spesso decisivo, soprattutto nei cinque chilometri compresi tra il termine dell’ascesa, un falsopiano che pare non finire mai, e la seguente discesa, con le sue curve cieche, che si concluderà sull’Aurelia a soli 2.300 metri dal traguardo di Via Roma, teatro di epici arrivi solitari ma anche di volate di gruppo.
La Sanremo aprirà il trittico, comprendente anche il Giro delle Fiandre e la Parigi-Roubaix, delle classiche incentrate sul dualismo tra il campione del mondo Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) e l’olandese Mathieu van der Poel (Alpecin Premier Tech). Da tre anni il nipote di Raymond Poulidor si frappone, direttamente o per interposta persona, alla realizzazione del sogno infiorato della maglia iridata. Nel 2023 Mathieu arrivò solitario in Via Roma, l’anno successivo, in modalità marcatore alla Claudio Gentile, bloccò lo sloveno nella discesa del Poggio, favorendo lo sprint vincente del compagno di squadra Jasper Philipsen, mentre l’anno scorso ha prevalso al termine d’una volata a tre comprendente anche Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), che quest’anno, però, ha ritardato la preparazione puntando tutto sulla corsa delle pietre in programma domenica 12 aprile.
Un anno fa, presentando la corsa, posi la seguente domanda: “Riuscirà il fuoriclasse di Komenda a resistere alla tentazione d’attaccare già su Costa Rainera?” Se, all’epoca, c’erano dei dubbi su questo punto, oggi conosciamo la risposta. L’ascesa che parte da San Lorenzo a Mare sarà il fulcro della strategia del figlio del Tricorno che tirerà il collo alla sua squadra, e soprattutto agli avversari, imprimendo un’andatura folle appena la strada s’inerpicherà, nella speranza di presentarsi solitario, e irraggiungibile, a Cipressa. Perso per infortunio Jhonathan Narvaez, l’autore dello strappo dell’Hautacam che decise l’ultimo Tour de France, Tadej affiderà il compito di creare il buco al vincitore della Tirreno-Adriatico, Isaac Del Toro, pur sapendo che il messicano, in salita, è più resistente, ma meno esplosivo, dell’ecuadoriano dallo spelling sbagliato. Van der Poel alla corsa dei due mari è sembrato pronto a raccogliere il guanto di sfida così come potrebbero esserlo anche il connazionale di Pogacar, Primoz Roglic (Red Bull Bora Hansgrohe), l’inglese Tom Pidcock (Pinarello Q 36.5), fresco conquistatore della Milano-Torino, e l’estroso danese Mads Pedersen (Lidl Trek), che a sorpresa sarà al via. In ogni caso, sarà opportuno allacciarsi le cinture domani alle 16.00 perché non mancheranno i colpi di scena prima che venga svelato l’enigma in Via Roma.