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Maradona, le cause della morte: l’esito dell’autopsia

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 26 Nov. 2020 alle 12:21
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Immagine di copertina

Maradona, le cause della morte: l’esito dell’autopsia

Quali sono state le cause della morte di Diego Armando Maradona, deceduto ieri – 25 novembre 2020 -all’età di 60 anni? L’esame autoptico (autopsia) è stato eseguito tra le ore 19,30 e le 22 di mercoledì, pochissime ore dopo la morte, nell’ospedale di San Fernando, ed è stato stabilito che l’insufficienza cardiaca ha provocato “un edema polmonare acuto”. A riportare la notizia sono stati i quotidiani argentini il “Clarin” (il primo a dare la notizia della morte) e “La Nacion”.

Sei medici hanno preso parte all’autopsia sul corpo di Maradona e tra questi c’era anche un perito nominato dalla famiglia. Per avere il risultato definitivo bisognerà attendere l’esito degli esami tossicologici, che servono per far capire se l’ex Pibe de Oro aveva assunto farmaci, sostanze stupefacenti o alcol. Intanto, il procuratore generale di San Isidro John Broyard ha detto ufficialmente che gli esami preliminari hanno escluso “ogni segno di attività criminale e di violenza”.

I familiari di Diego Armando Maradona hanno chiesto ai medici che hanno effettuato l’autopsia in ospedale di non portare con sé i rispettivi di telefoni cellulari: il timore è che fossero scattate delle foto inappropriate. Maradona, una volta terminata l’autopsia, è stato portato nella Casa Rosada dove è stata già allestita la camera ardente. Un onore riservato solo i capi di stato argentini.

I soccorsi, come è morto

Ma come è morto (le cause della morte) Diego Armando Maradona? Il più grande calciatore di tutti i tempi è stato trovato morto alle ore 11,30 di mercoledì 25 novembre nella sua casa del Barrio San Andres, tra Tigre e Escobar. L’ex campione del Napoli sarebbe deceduto nel sonno. L’ultima persona a vedere il Pibe vivo è stato il nipote, alle 23 di martedì 24 novembre. Nella serata di 2 giorni fa, in casa c’erano l’assistente del Pibe, un addetto alla sicurezza, un’infermiera e una cuoca. Alle 11,30 di ieri mattina sono arrivati nell’abitazione anche lo psicologo e la psichiatra di Maradona. Hanno raggiunto la camera dell’ex calciatore, senza ricevere risposta.

Il nipote e l’assistente, Maximiliano Pomargo e Johnny Esposito, hanno quindi cercato di svegliarlo. Verificata l’assenza di segni vitali, hanno chiesto l’intervento dell’infermiera e della psichiatra che hanno eseguito manovre di rianimazione cardiopolmonare. Nel giro di pochi minuti sono arrivate diverse ambulanze ed è intervenuto anche un medico della zona. Sono state allertate anche le Dalma, Gianinna e Jana, le 3 figlie di Maradona che vivono in Argentina. La situazione è rapidamente precipitata e attorno a mezzogiorno, nel quartiere, sono state avvistate 6 ambulanze. I soccorritori hanno proseguito le manovre di rianimazione e hanno somministrato a Maradona dosi di atropina e adrenalina, senza però effetto. Quindi la constatazione del decesso e l’uscita della notizia: Diego Armando Maradona è morto.

Leggi anche: 1. Droga, camorra e alcol: il lato oscuro di Maradona / 2. Le prime pagine dei giornali; 3. Maradona era genio e follia: come Napoli / 4. L’intervista testamento

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