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L’intervista testamento di Maradona: “Voglio che tutti gli argentini stiano bene”

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 26 Nov. 2020 alle 12:00
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Immagine di copertina

L’intervista testamento di Maradona

“Sono molto felice. Il calcio mi ha dato tutto quello che ho, più di quanto avrei mai immaginato”. Sono state queste le ultime parole pubbliche di Diego Armando Maradona. Le disse in occasione del suo 60esimo compleanno – lo scorso 30 ottobre – a El Clarin, il primo giornale a dare la tragica notizia della morte del Pibe de Oro ieri, 25 novembre. Frasi che ora risuonano come un testamento. “Se non avessi avuto quella dipendenza, avrei potuto giocare molto di più. Ma oggi quello è passato, sto bene e ciò che rimpiango di più è non avere i miei genitori – disse Maradona -. Esprimo sempre quel desiderio, un giorno in più con La Tota ma so che dal cielo è orgogliosa di me e che è molto felice”.

Poi un augurio agli argentini: “Il mio augurio è che questa pandemia passi il prima possibile e che la mia Argentina possa andare avanti. Voglio che tutti gli argentini stiano bene, abbiamo un bel Paese e confido che il nostro presidente saprà tirarci fuori da questo momento – disse -. Mi rattrista molto quando vedo bambini che non hanno abbastanza da mangiare, so com’è avere fame, so cosa si prova a non mangiare per diversi giorni e questo non può accadere nel mio Paese. Questo è il mio desiderio, vedere gli argentini felici, con il lavoro e il cibo ogni giorno”.

Maradona poi aggiunse: “Sarò eternamente grato alle persone. Ogni giorno mi sorprendono, quello che ho vissuto in questo ritorno al calcio argentino non lo dimenticherò mai. Ha superato quello che potevo immaginare. Perché sono stato fuori per molto tempo e a volte ci si chiede se le persone mi ameranno ancora, se continueranno a provare lo stesso. Quando sono entrato in campo a Gimnasia il giorno della presentazione ho sentito che l’amore con le persone non finirà mai”. No, non finirà mai. A dimostrarlo l’affetto e la commozione di milioni di persone nel mondo.

Leggi anche: 1. Le prime pagine dei giornali; 2. Maradona era genio e follia: come Napoli

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