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Juan Jesus e il razzismo: “Dobbiamo lottare contro le discriminazioni perché l’unica “razza” che esiste è quella umana”

Il difensore della Roma: "Dobbiamo lottare contro le discriminazioni"

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 17 Ott. 2019 alle 16:25 Aggiornato il 17 Ott. 2019 alle 17:00
Immagine di copertina

“Dobbiamo sempre lottare per cambiare questo perché l’unica razza che c’è è quella umana”. Queste le parole del difensore della Roma Juan Jesus in un’intervista ai microfoni di Sky Sport in merito al razzismo nel mondo del calcio, ma non solo. “Situazione stabile o vedi segnali di peggioramento? Io credo che è uguale, certo prima di Lincoln e Mandela o quando c’era Martin Luther King era molto peggio ma ancora oggi succedono episodi come è successo qua, in Inghilterra, in Bulgaria. Io in prima persona voglio lottare per combattere tutto questo”.

“Il calcio è una vetrina – ha aggiunto il brasiliano -, tutto il mondo si ferma per guardare le partite quindi se noi possiamo fare qualcosa di più dobbiamo farlo. Ci sono persone che non possono difendersi e noi dobbiamo essere la loro voce”. Anche gesti forti? “Sì, se serve dobbiamo dimostrare con gesti forti perché i cambiamenti nella storia sono avvenuti tutti con gesti forti”.

Jesus ha poi proseguito: “Io quando sono sul campo sono sempre concentrato sul campo ma ho visto che la Federazione ha già preso una posizione forte, anche la Roma che ringrazio, il presidente e Manolo Zubiria che sono stati molto intelligenti a fare il daspo a un ragazzo che ha commesso un errore. Io sono una persona molto tranquilla, però lui deve capire cosa fa perché non è un bambino è un adulto, tutti noi sbagliamo ma bisogna prendersi le proprie responsabilità. Io ho fatto il mio, la Roma ha fatto il suo e ora dobbiamo solo aspettare la giurisdizione per finire tutto questo”.

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