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Giro d’Italia 2020, sfida all’ultimo centimetro

Di Simone Gambino
Pubblicato il 24 Ott. 2020 alle 19:30 Aggiornato il 24 Ott. 2020 alle 19:36
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Immagine di copertina

Giro d’Italia 2020, sfida all’ultimo centimetro

Per la prima volta nella storia dei 283 Grandi Giri mai disputati due corridori si presenteranno domani all’atto finale separati da meno di un secondo. Sono stati infatti i centesimi oggi, sul traguardo del Sestriere, ad assegnare il simbolo del comando all’australiano Jai Hindley (Team Sunweb) sul suo rivale l’inglese Tao Geoghegan Hart (Ineos Grenadier). Quest’ultimo, infatti, ha vinto lo sprint a due sul rivale appaiandolo in classifica grazie agli abbuoni. I centesimi di secondo, però, hanno stabilito che fosse l’oceanico a vestire la maglia rosa. Questa l’improbabile sentenza espressa dalla 20ma tappa che ha portato i corridori da Alba fino al Sestriere lungo 190 km contenenti la tripla scalata del colle tanto caro alla famiglia Agnelli.

Andata via in partenza la solita fuga, in realtà più strategica che tesa al successo di giornata in quanto conteneva molti gregari mandati in avanscoperta per trovarsi davanti nel finale per aiutare i propri capitani, la corsa entrava nel vivo a Pragelato, in prossimità del primo passaggio al Sestriere, quando la Ineos Grenadier assumeva il controllo della corsa, prima con Filippo Ganna e poi, terminata la discesa su Cesana Torinese, con Rohan Dennis. Si assisteva a questo punto ad una ripetizione di quanto avvenuto 48 ore prima con il due volte campione del mondo a cronometro che frantumava il gruppo dei migliori scandendo un ritmo altissimo. La maglia rosa Wilco Kelderman (Team Sunweb) cedeva quasi subito. Resistevano, proprio come sullo Stelvio, solo i duellanti: Hindley e Geoghegan Hart.

Transitato con 40” di vantaggio al secondo passaggio al Sestriere, grazie alla poderosa azione di Dennis il trio prendeva l’ultima salita, avendo nel frattempo raggiunto e superato tutti i fuggitivi della prima ora, con 100 secondi di vantaggio sugli altri uomini di classifica, trascinati da un ritrovato Joao Almeyda (Deceuninck Quick Step) alla disperata ricerca del podio perduto. Paradossalmente, l’azione del portoghese sembrava poter tenere in vita le ultime speranza di vittoria di Kelderman. L’ultima ascesa verso il traguardo, tuttavia, vedeva l’olandese andare nuovamente in crisi. Geoghegan Hart vinceva la volata su Hindley con Dennis, staccatosi all’ultimo km, terzo a 25”. Almeyda, quarto a 1’01”, recuperava 34” su Kelderman e Pello Bilbao (Bahrain – McLaren). Servirà, comunque, un capolavoro nella crono finale al lusitano, ora quinto in graduatoria a 3’14”, per salire sul podio posto che deve recuperare solo 23” sul basco ma ben 1’42” sull’olandese.

Domani va in scena l’epilogo di questa inedita corsa rosa autunnale: 15.700 metri da Cernusco sul Naviglio fino a Piazza del Duomo a Milano. Geoghegan Hart e Hindley si giocheranno il Giro. A Palermo, nella prova d’apertura contro il tempo, Hindley aveva prevalso di poco mentre il britannico si era ampiamente rifatto una settimana fa nella crono del prosecco rifilando 1’15” all’australiano. Comunque vada, avrà vinto il Giro d’Italia, più forte del Covid e di tutti gli uccelli di malaugurio che, a più riprese, hanno tentato di fermarlo.

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