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Giro d’Italia 2020, quinta tappa: ma quanto è forte Filippo Ganna?

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Continua a sorprendere questo Giro d’Italia in versione autunnale. Ad onor del vero, non è uno sconvolgimento in classifica generale a destare l’attenzione odierna al termine della frazione odierna, la quinta da Mileto fino a Camigliatello Silano: una tappa dal sapore antico con i suoi 225 chilometri, corsi tutti sotto la pioggia con temperature che sono scese anche in singola cifra.

La lotta per la maglia rosa ha registrato la perdita di Jonathan Caicedo (EF Pro Cycling). L’ecuadoregno, vincitore sull’Etna 48 ore fa, è andato in crisi sul Valico di Montescuro, Ne consegue che da stasera il primato di Joao Almeida (Deceuninck – Quick – Step) è decisamente più solido posto che l’avversario più vicino, Pello Bilbao (Bahrain – McLaren), vanta un distacco di 43” con l’olandese Wilco Kelderman (Team Sunweb), terzo a 48″.

A sorprendere tutti, a cominciare da se stesso, è stato Filippo Ganna (Team Ineos Grenadiers). Il campione del mondo a cronometro, che solo due giorni fa aveva abbandonato la maglia rosa nel vano tentativo di salvare il suo capitano Geraint Thomas, alla deriva a causa di una caduta, ha colto la prima vittoria in linea della sua carriera professionistica. Lo ha fatto, ed è questo che desta più stupore, staccando i suoi ultimi avversari sul GPM di prima categoria che portava ai 1.618 metri del Valico di Montescuro.

Il gigante verbaniese era entrato in una fuga nata dopo una cinquantina di chilometri che comprendeva 8 corridori: Filippo Ganna e Salvatore Puccio (Ineos Grenadiers), Jan Tratnik (Bahrain McLaren), Carl Fredrik Hagen (Lotto Soudal), Valerio Conti (UAE Team Emirates), Edoardo Zardini (Vini Zabù Brado KTM), Hector Carretero (Movistar) e Jonathan Restrepo (Androni Giocattoli-Sidermec). I fuggitivi raggiungevano un vantaggio massimo di 5’10” a 100 chilometri dall’arrivo che andava a dimezzarsi all’imbocco della salita finale, ai meno 38 dal traguardo.

Si assisteva al duplice spettacolo del gruppo che si avvicinava ai fuggiaschi proprio mentre questi si assottigliavano numericamente. Da dietro, intanto, evadevano Thomas De Gendt (Lotto Soudal) ed Einer Rubio (Movistar) che si avvicinavano rapidamente alla testa della corsa. Contemporaneamente, a metà salita Caicedo perdeva contatto dal gruppo degli uomini di classifica. A 20 chilometri dal traguardo si formava in testa un quintetto con Ganna, Carrettero e Zardini, superstiti della fuga da lontano, che venivano raggiunti da De Gendt e Rubio. Poi, Carrettero e Zardini cedevano, lasciando al comando Ganna, De Gendt e Rubio.

Logica voleva che dei tre avrebbe dovuto essere il piemontese, all’attacco da 150 chilometri, il più stanco. Invece, lasciando a bocca aperta il colombiano ed il fiammingo, il granatiere del Lago Maggiore partiva solitario a 16 chilometri dall’arrivo. Il gruppo rientrava sui due contrattaccanti poco prima del GPM dove Ganna passava con un minuto di vantaggio sui migliori. La prudenza, fortunatamente, prevaleva in discesa consentendo alla maglia iridata contro il tempo di Imola di assaporare la più improbabile delle gioie: una vittoria per distacco in una tappa di montagna. Il gruppo arrivava a 34” con Patrick Konrad (Bora – Hansgrohe) che precedeva la maglia rosa Almeida per la piazza d’onore.

Domani è in programma la sesta tappa da Castrovillari a Matera su una distanza di 188 chilometri. Si tratta di una frazione, inserita in sostituzione di una delle tre tappe ungheresi, figlia dello sdoppiamento dell’originalmente prevista Castrovillari – Brindisi,. Di terreno per attaccare, in un percorso di continui saliscendi, ce n’è, sempre che qualcuno ne abbia voglia. L’arrivo nella città dei sassi non è dissimile da quello di Agrigento. Tra Peter Sagan (Bora – Hansgrohe) e Michael Matthews (Sunweb), sarà di nuovo Diego Ulissi (UAE Emirates) ad esultare?

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