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Giro delle Fiandre 2026: quattro moschettieri per una ronde pasquale

Immagine di copertina
Pogacar. Credit AGF

Si profila una Pasqua sontuosa per gli appassionati di ciclismo. Domenica andrà in scena, lungo i 278 chilometri da Anversa a Oudenaarde, l’edizione 110 della Ronde van Vlaanderen, seconda delle cinque classiche monumento stagionali. Ancor prima dell’analisi del percorso, balza all’occhio la presenza contemporanea in corsa, per la prima volta, dei quattro sommi interpreti delle gare d’un giorno nel panorama attuale delle due ruote. Infatti, ai due fuoriclasse che si sono spartiti la vittoria negli ultimi quattro anni, il campione del mondo Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) e l’olandese Mathieu van der Poel (Alpecin Premier Tech), si aggiungeranno le due icone fiamminghe: il ritrovato Wout van Aert (Visma Lease a Bike) e Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe), al suo esordio nella corsa dei muri.

Tra le classiche monumento, il Fiandre è senza dubbio la gara più democratica, posto che nessuno corridore nella sua ultracentenaria storia l’ha conquistata più di tre volte. Fiorenzo Magni è stato il solo a trionfare consecutivamente tra il 1949 e il 1951, conquistandosi così il soprannome di leone delle Fiandre. Al pari del toscano, possono vantare tre successi quattro enfant du pays (Achiel Buysse, Tom Boonen, Eric Leman e Johan Museeuw), la locomotiva di Berna Fabian Cancellara e, venendo a questa epoca, il nipote di Raymond Poulidor, che forte della tradizione che lo vuole vincente negli anni pari, vorrebbe poter diventare, domenica sera, il primo a completare il poker all’università del ciclismo.

Analizzando il percorso, dopo una prima metà di gara priva di difficoltà, la teoria dei muri inizierà con il primo passaggio sul leggendario Oude Kwaremont, cui seguiranno, in rapida successione, Eikenberg, Wolvenberg, Jagerij e Molenberg. A questo punto mancheranno 100 chilometri al traguardo. Ci sarà da affrontare, quindi, l’unica novità di questa edizione, il Marlboroughstraat. Rientrando sul percorso tradizionale, poi, sarà la volta di Berendries e Valkenberg. Un breve tratto pianeggiante farà da preludio a Berg Ten Houte e Nieuwe Kruisberg. A 55 chilometri dall’arrivo si entrerà nella fase cruciale con il secondo passaggio sull’Oude Kwaremont, seguito dal terribile Paterberg, 360 metri in pavé con una pendenza media del 13% e punte superiori al 20%. Come non bastassero queste due asperità, i corridori si troveranno di fronte il Koppenberg, 600 metri in pavé al 13% con tratti al 22%. Sarà poi la volta del Taaienberg ai meno 30 dall’arrivo. L’Oude Kruisberg farà da preludio al terzo passaggio sull’Oude Kwaremont, seguito dal secondo sul Paterberg, superato il quale mancheranno 13 chilometri allo striscione finale posto in fondo all’interminabile rettilineo conclusivo di Oudenaarde.

Detto sopra dei quattro favoriti principali, il lotto degli outsider comprende gli estrosi danesi Mads Pedersen (Lidl Trek) e Kasper Asgren (EF Education EasyPost), vincitore a sorpresa in volata su van der Poel nel 2021, il fiammingo Florian Vermeesch (UAE Team Emirates XRG), che, però, dovrà anche pensare a proteggere il suo capitano Pogacar, il francese Christophe Laporte (Visma Lease a Bike). Non sarà, invece, al via Filippo Ganna (Ineos Grenadiers). Il recordman dell’ora, apparso già in forma smagliante mercoledì scorso quando ha trionfato in modo imperioso nella Dwars Door Vlaanderen, ha deciso di preservarsi per la Parigi-Roubaix di domenica 12 aprile, suo obiettivo principale in questa prima fase di stagione. Le poche speranze italiane riposano, quindi, su Luca Mozzato (Tudor Pro Cycling Team), secondo nel 2024, e su Alberto Bettiol (XDS Astana Team), ultimo azzurro a vincere la Ronde nel sempre più lontano 2019. Buona Pasqua, e ancor miglior Fiandre, a tutti!

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