L’annuncio di Pirlo: “Ho appreso che non sarò il ct dell’Italia”. Ora lasciano anche Maldini e Leonardo?
L'allenatore: "Ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome. Il contratto coi russi è legato alla mia squadra emiratina ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva"
Non sarà Andrea Pirlo il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio. L’ha reso noto lui stesso sui social nel mattino di oggi, lunedì 27 luglio, dopo le polemiche degli ultimi giorno per il contratto di sponsorizzazione che lo lega a un’azienda russa. “Ho appreso ieri sera di non essere più candidato alla panchina della Nazionale italiana”, scrive in una storia su Instagram l’ex centrocampista campione del mondo nel 2006.
A questo punto, è possibile che Paolo Maldini, neo-direttore tecnico azzurro che proprio su Pirlo aveva puntato dopo i rifiuti di Carlo Ancelotti e Pep Guardiola, lasci l’incarico appena assunto, seguito dal suo advisor Leonardo.
Sarebbe stato il presidente della Federcalcio Giovanni Malagò a decidere di non finalizzare l’accordo – che era stato già raggiunto – con Pirlo. Il neo-numero uno della Figc si sarebbe convinto del dietrofront sull’onda del clamore mediatico e politico suscitato dal contratto di sponsorizzazione che lega l’allenatore alla Fonbet, una società di scommesse sportive russa.
Pirlo è global ambassador dell’azienda, che ha tra i propri azionisti l’oligarca Sergey Lomakin: quest’ultimo è anche presidente e proprietario dello United Fc, la squadra del campionato degli Emirati Arabi Uniti che Pirlo allena dall’anno scorso. Negli ultimi giorni questa collaborazione è stata criticata da più parti – anche da esponenti politici tra cui Pina Picierno (vicepresidente del Parlamento europeo, ex Pd), Carlo Calenda (Azione), Mauro Berruto (Pd) – che l’hanno ricollegata a presunte attività della propaganda di Mosca in Italia.
“Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio, ma dopo aver appreso ieri sera di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti”, scrive l’allenatore su Instagram. “Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana”.
“Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto”, sottolinea Pirlo. “La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono”.
“Desidero ringraziare Maldini e Leonardo – conclude Pirlo – per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.