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Tour de France 2026: El Diablito fa il Pogacar

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Richard Carapaz della EF Education - Easypost durante la terza tappa del Tour de France 2026 a Les Angles. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

L'ecuadoriano Richard Carapaz (EF Education Easy Post) ha vinto la ventesima tappa, la più dura di questa edizione della Grande Boucle

L’ecuadoriano Richard Carapaz (EF Education Easy Post) ha vinto la ventesima tappa del 113° Tour de France, la più dura di questa edizione della Grande Boucle, lungo i 171 chilometri, con ben 5.450 metri di dislivello, da Bourg d’Oisans all’Alpe d’Huez. Alla piazza d’onore, staccato di 26″, si è piazzato il fiammingo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) con lo sfortunato statunitense Sepp Kuss (Visma Lease a Bike) che ha guadagnato la terza moneta a 31″ dal vincitore. Prende forma definitiva la classifica generale con il campione del mondo Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) che domani sera potrà festeggiare la sua quinta maglia gialla. Con lui, saliranno sul podio Evenepoel, distanziato di 6’26” e il giovane messicano Isaac del Toro (UAE Team Emirates), terzo a 9’42” dal suo capitano. C’era poco da decidere in questa ultima frazione alpina. Detto ciò le risposte sono arrivate presto. Carapaz ha fatto il vuoto sul Col de la Croix de Fer, mettendo subito le cose in chiaro con Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick Step),

l’unico avversario che si frapponeva tra lui e la maglia a pois. Stessa cosa è avvenuta con il danese Mads Pedersen (Lidl Trek) che, vincendo il traguardo volante di Saint-Julien-Mont-Denis al chilometro 66, ha blindato la maglia verde della classifica a punti. Archiviate queste due pratiche, è iniziata la battaglia per la vittoria di giornata. Sul Col du Télégraphe sono andati in avanscoperta dieci corridori: Carapaz, lo spagnolo Juan Ayuso (Lidl Trek), l’irlandese Ben Healy (EF Education Easy Post), il norvegese Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), il valtellinese Davide Piganzoli e Kuss (Team Visma Lease a Bike), l’australiano Jai Hindley (Red Bull Bora Hansgrohe), l’olandese Thymen Arensman e il norvegese Tobias Foss (Netcompany Ineos), l’americano Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM) e il francese Clement Braz Afonso (Groupama FDJ). Gli attaccanti sono passati al GPM, conquistato ovviamente

dalla Locomotora de Carchi, con quattro minuti di vantaggio sul gruppo della maglia gialla.

Non pago del bottino ottenuto, il vincitore del Giro d’Italia 2019 ha operato un ulteriore selezione sul leggendario Col du Galibier, passando in testa in vetta è così conquistando il Souvenir Henri Desgrange. L’azione dell’ecuadoriano ha dimezzato il drappello degli attaccanti con solo Ayuso, Hindley, Kuss e Riccitello che sono riusciti a restargli in scia. Il distacco del plotone dei big è rimasto stazionario. Ai meno 28 dal traguardo i battistrada, che nel frattempo avevano perso in discesa Riccitello, hanno iniziato il Col de Sarenne, l’ultimo GPM di questo Tour de France con un margine di 3’41” sugli uomini di classifica. A metà ascesa, Kuss ha rotto gli indugi involandosi solitario, Ayuso è andato in crisi mentre hanno tentato di limitare i danni Carapaz e Hindley con quest’ultimo che ha poi ceduto di schianto. Il conquistatore della Vuelta 2023 è passato in vetta, a 13 dall’arrivo, con un margine di 20″ sul Diablito. Sembrava proprio che fosse fatta per l’uomo di Durango, quando su due curve in discesa sono intervenute altrettante cadute nello spazio di pochi metri, forse figlie della scarsa lucidità dovuta alla fatica. In un batter d’occhio Carapaz da inseguitore si è trasformato in lepre. Dietro, Evenepoel ha tentato un’azione tardiva che gli ha consentito di agguantare Kuss a pochi metri dallo striscione finale ma non d’insidiare il figlio del Chimborazo. Pogacar, oggi totalmente dedito a Del Toro, ha svolto alla perfezione il compito di ciclo-sitter assicurando al delfino la conquista del podio. Il trittico alpino si è concluso come si era aperto nel segno del Diablito che, se non fosse stato per la modalità NDIB mostrata ieri da Tadej, avrebbe potuto anche fare l’en plein.

Domani, nel crepuscolo aureo dei Campi Elisi, calerà il sipario sul 113° Tour de France, dominato in lungo e largo da Pogacar che, con questo trionfo, diventerà il quinto campione ad avere conquistato cinque maglie gialle eguagliando Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain. La ventunesima tappa, che sarebbe dovuta partire da Thoiry, misurando 133 chilometri, sarà accorciata a 89 per ridurre il personale coinvolto nella sicurezza. Questo potrà essere così dirottato sul contenimento degli incendi che stanno flagellando la Francia in questi giorni.

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