Fifa: “Continueremo con la privatizzazione nonostante le critiche”
La Fifa annuncia di voler proseguire la sua “aperta e democratica” consultazione con gli stakeholder su un piano di investimenti privato nonostante le dure critiche piovute ieri dall’Uefa e non solo.
“Il nostro piano di consultazione già pianificato è stato interrotto da notizie di stampa non corrette – ha spiegato la Federazione in una nota -. Andiamo avanti per garantire che chiunque possa avere la possibilità di esprimere il proprio voto in base ai fatti”.
Dopo che il Financial Times e il Times hanno svelato il progetto, la Fifa è dovuta uscire allo scoperto e rendere noto il suo progetto di riorganizzazione commerciale, che prevede la possibilità di cedere fino al 20 per cento di una nuova società destinata a gestire i Mondiali e le altre principali competizioni dell’organizzazione: insomma, di “privatizzare” in parte il calcio.
In una lettera inviata alle 211 federazioni affiliate alla Fifa, Infantino ha spiegato chiaramente che chi aderisce al progetto riceverebbe immediatamente 20 milioni di dollari una tantum, mentre i pagamenti annuali per i successivi quattro anni aumenterebbero da 2 a 5 milioni di dollari. In caso di rifiuto – ecco la minaccia edulcorata -, i fondi per le federazioni si ridurrebbero del 75 per cento. L’ultimatum scadrà il 19 settembre.
Le 55 federazioni europee di sono riunite ieri con i vertici della Uefa e hanno deciso all’unanimità di operare una protesta clamorosa: non partecipare a nessun torneo Fifa finché la proposta di Infantino resterà in piedi. La prima competizione Fifa in programma sarebbe il Mondiale femminile Under 20, in programma in Polonia dal prossimo 5 settembre, poi ci sarà il playoff Mondiale donne a ottobre con dentro anche l’Italia.
La linea della confederazione continentale europea è sta aesplicata in un durissimo comunicato. “La Uefa le sue 55 federazioni affiliate sono unite. Respingiamo all’unanimità e senza riserve la proposta della Fifa di trasferire la proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni Fifa a investitori privati. La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio. È stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita. È irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale importanza per il calcio sia stata concepita in segreto e portata quasi all’approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro a cui è affidata la gestione di questo sport. Non si tratta solo di una grave mancanza di leadership, ma di una vera e propria abdicazione al dovere della Fifa di custode del calcio mondiale – si legge -. Le federazioni nazionali di tutto il mondo si trovano ora di fronte a un ultimatum: accettare l’irreversibile acquisizione delle più grandi competizioni calcistiche o subirne le conseguenze. Questa non è una “decisione democratica”, ma un governo basato sull’intimidazione, un atto di coercizione indegno di un’istituzione a cui è affidata la tutela del calcio mondiale. Ma la nostra opposizione va ben oltre la procedura. Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni Fifa, il calcio cambia per sempre. Il profitto commerciale diventa un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori diventano una pressione quotidiana. Da quel momento in poi, ogni decisione sul calendario internazionale, ogni decisione sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non è più guidata da ciò che meglio serve al gioco, ma da ciò che meglio serve agli azionisti. Questo modello non ha posto nel calcio mondiale. Il futuro del calcio non può essere dettato dalle aspettative di coloro il cui primo dovere è massimizzare il profitto finanziario. Né gli interessi delle federazioni nazionali, delle leghe, dei club, dei giocatori e dei tifosi possono essere subordinati ai profitti degli investitori. Il calcio non può ipotecare il proprio futuro per un guadagno finanziario. La posizione dell’Europa è chiara. Non daremo mai legittimità a questo modello. Nessuno ha l’autorità morale per vendere ciò che detiene in custodia per la prossima generazione. A seguito della discussione odierna, nessuna nazionale Uefa parteciperà ad alcuna competizione Fifa finché queste proposte rimarranno in piedi, a meno che non vengano abbandonate nella loro interezza e non vengano fornite garanzie vincolanti che la Fifa non aprirà mai più la sua governance o le sue competizioni alla proprietà privata. Nessuno deve avere dubbi: la Uefa e le sue federazioni nazionali si opporranno a questi piani con assoluta determinazione. Ci sono momenti in cui le istituzioni non vengono giudicate da ciò che sono disposte ad accettare, ma da ciò che si rifiutano di compromettere. Questo è uno di quei momenti. Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo Fifa appartiene al calcio. Appartiene per sempre. E finché l’Europa avrà voce in capitolo, non sarà mai in vendita”.
Anche la federazione che riunisce i Paesi di Nord e Centro America ha respinto la proposta. “La Concacaf – si legge nel comunicato – ha incaricato i membri del Consiglio Fifa di valutare l’utilizzo delle riserve finanziarie esistenti per incrementare i finanziamenti del programma Fifa Forward. Ha inoltre esortato la Fifa stessa a seguire le proprie procedure di governance per qualsiasi proposta futura. Il futuro del calcio e le sue risorse più preziose devono rimanere nelle mani della nostra famiglia calcistica”.