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Peppino Impastato: vita, morte, madre e frasi del giornalista ucciso dalla mafia

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 22 Mag. 2020 alle 18:10
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Immagine di copertina

Peppino Impastato: vita, morte, madre e frasi del giornalista ucciso dalla mafia

Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino nasce a Cinisi (in provincia di Palermo) il 5 gennaio del 1948 e muore, ucciso dalla mafia, a Cinisi il 9 maggio del 1978. E’ stato un giornalista e attivista italiano, membro di Democrazia Proletaria e noto per le sue denunce contro le attività di Cosa Nostra. Ma vediamo la biografia e le curiosità sulla vita di Peppino Impastato.

Biografia

Peppino nacque in una famiglia mafiosa: il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia del paese Cesare Manzella, ucciso nel 1963 in un attentato con una Alfa Romeo Giulietta imbottita di tritolo.

Il ragazzo ruppe presto i rapporti con il padre, che lo cacciò di casa, e avviò un’attività politico-culturale di sinistra ed antimafia. Nel 1965 fondò il giornalino L’idea socialista e aderì al PSIUP. Dal 1968 in poi partecipò, con il ruolo di dirigente, alle attività delle nuove formazioni comuniste, come Il manifesto e, in particolare, Lotta Continua. Condusse le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati.

Nel 1976 Peppino Impastato costituì il gruppo Musica e cultura, che svolgeva attività culturali; nel 1977 fondò Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denunciò i crimini e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti (definito sarcasticamente “Tano Seduto” da Peppino), che aveva un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto di Punta Raisi. Il programma più seguito era Onda pazza a Mafiopoli, trasmissione satirica in cui Peppino sbeffeggiava mafiosi e politici.

Nel 1978 Peppino Impastato si candidò nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali, ma non fece in tempo a sapere l’esito delle votazioni: dopo vari avvertimenti che aveva ignorato, venne assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio da Gaetano Badalamenti. Col suo cadavere venne inscenato un attentato, per distruggerne anche l’immagine, in cui la stessa vittima apparisse come suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo gli elettori di Cinisi votarono comunque il suo nome, riuscendo ad eleggerlo simbolicamente al Consiglio comunale. Il delitto, avvenuto in piena notte, passò quasi inosservato poiché proprio in quelle stesse ore venne ritrovato il corpo senza vita del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro in via Caetani a Roma.

Peppino Impastato: le frasi

Ma quali sono le frasi più belle e significative pronunciate da Peppino Impastato? Di seguito un breve elenco:

  • Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!
  • La mafia uccide, il silenzio pure.
  • Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante nel davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione a rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.
  • Siamo nei paraggi del maficidio di mafiopoli.
  • Così arrivammo al centro di Mafiopoli, la turrita città piena di gente, che fa per professione l’ingannapopoli.
  • Il grande capo, Tano seduto, si aggira come uno sparviero nella piazza, mentre la commissione edilizia è riunita. Si aspetta il grande verdetto.

La storia di Peppino Impastato e della madre Felicia è raccontata nel film Felicia Impastato in onda oggi, 22 maggio 2020, alle ore 21,20 su Rai 1.

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