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Chiara Lubich – L’amore vince tutto: la storia vera del film su Rai 1

Di Antonio Scali
Pubblicato il 3 Gen. 2021 alle 17:44
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Immagine di copertina

Chiara Lubich – L’amore vince tutto: la storia vera del film su Rai 1 | Chi era

Chiara Lubich – L’amore vince tutto è il film tv in onda questa sera, domenica 3 gennaio 2021, su Rai 1 dalle 21.25. Il film racconta la storia vera della fondatrice del Movimento dei Focolari. Una giovane maestra di Trento che, negli anni della Seconda guerra mondiale, si sente chiamata a costruire un mondo migliore, più unito, diventando testimone e fautrice convinta della fratellanza universale come presupposto di dialogo e pace tra gli uomini. Ecco la trama del film e la storia vera di Chiara Lubich.

Tutto quello che c’è da sapere su Chiara Lubich – L’amore vince tutto

Trama

Trento, 1943. La città è oltraggiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Chiara, giovane maestra di scuola elementare, deve interrompere la lezione per condurre i bambini in salvo in un rifugio antiaereo. Là, nel tempo sospeso del bombardamento, ritrova alcuni amici: Ines ed Enrico, prossimi al matrimonio, Natalia e Dori che sognano anche loro una famiglia. Chiara invece vorrebbe solo avere delle risposte ai grandi interrogativi che la attanagliano. Alla fine dell’allarme, Trento mostra le sue ferite tra le macerie. Chiara ritrova i genitori e le sorelle. Suo fratello Gino, medico dell’ospedale, è impegnato a curare i tanti feriti. Qui Chiara vede la tragedia con i suoi occhi. Tutto il suo mondo trema. Afflitta dalla devastazione e dal dolore che vede intorno a sé, Chiara cerca disperatamente di dare un senso a quanto sta accadendo.

La situazione peggiora all’indomani dell’armistizio di Badoglio dell’8 settembre. Il Paese è allo sbando. Gino, secondo la storia vera di Chiara Lubich – L’amore vince tutto, decide di unirsi ai partigiani e combattere in prima linea. Enrico ed Ines rimandano le nozze perché il ragazzo decide di affiancare invece i soldati tedeschi. I progetti di tutti sono messi in discussione.

Chiara, alla ricerca disperata di un senso, vaga per la città distrutta e, davanti ad una statua della Madonna, si sente chiamata a consacrarsi a Dio, l’unico ideale che sembra non crollare. La decisione di vivere concretamente il Vangelo, condiviso con le sue amiche, scatena le reazioni dei benpensanti, tra
cui il padre di Ines, un gerarca fascista che ha minacciato di morte Gino, e che non tollera che la loro figlia frequenti Chiara. “Che tutti siano uno” è questo il versetto del Vangelo che più ha colpito Chiara e che diventa il suo programma di vita, scandaloso e incomprensibile per chi, stremato dalla guerra, cerca prima la vendetta della giustizia.

Mentre tutti riparano in montagna, Chiara, a malincuore, si separa dalla sua famiglia e decide di rimanere a Trento per aiutare chi ha più bisogno. La stessa scelta viene fatta dalle sue amiche e le ragazze trovano una casa dove poter vivere insieme. Nascerà così quello che sarà poi chiamato il primo ‘focolare’, il nucleo iniziale della nuova comunità attorno a cui si svilupperà il Movimento. Sebbene la diffidenza nei loro confronti aumenti, Chiara e le sue compagne vanno avanti per la loro strada e si dedicano ai più disagiati, ai malati, ai poveri. Nel clima d’odio che il conflitto ha generato, si preoccupano di favorire la riconciliazione, sanare le ferite e progettare un futuro migliore per l’umanità.

Quando Gino viene arrestato tra i partigiani in montagna, Chiara Lubich, secondo la trama del film, è costretta a chiedere aiuto proprio al padre di Ines il quale però si rifiuta di aiutarla e la accusa del furto di un gioiello di famiglia che in verità Ines aveva donato alla causa del focolare. La guerra finalmente finisce e Chiara può riabbracciare la sua famiglia ma la realtà è cambiata. Ora è il padre di Ines a chiedere di intercedere per la sua vita. Intanto intorno a Chiara si sono radunate sempre più persone, dando così vita al Movimento dei Focolari. Una donna a capo di un movimento laico, impone l’intervento del Sant’Uffizio. Chiara Lubich è la storia di una giovane donna e del suo sogno: realizzare la fratellanza universale. Al centro dei suoi dialoghi di pace spiccano la forza dell’amore e la solidarietà che può costruire ponti tra gli uomini di qualunque razza o fede religiosa. Appuntamento questa sera, 3 gennaio 2021, con Chiara Lubich – L’amore vince tutto in prima visione su Rai 1 alle 21.25.

Chi era Chiara Lubich

Nata con il nome di Silvia il 22 gennaio del 1920 (morta nel 2008), Lubich è stata la fondatrice del Movimento dei Focolari di natura cattolica che ha come obiettivo l’obiettivo di contribuire all’unità della famiglia umana secondo il credo evangelico del “Che Tutti siano Uno”, una vocazione al dialogo e alla costruzione di ponti e rapporti tra popoli. Il movimento è diffuso in 180 paesi. Durante la Seconda guerra mondiale, tra milioni di vittime e la tragedia dell’Olocausto, la donna, che prende il nome di Chiara quando entra nel terz’ordine francescano, scopre Dio come scintilla per l’opera di pace e unità. Il suo punto di partenza è una spiritualità di unità e fratellanza. Il focolare nasce dall’idea del “fuoco” dell’amore evangelico che ardeva nel gruppo di ragazze e poi ragazzi legati a Chiara.

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