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È morto Teodosio Losito: addio allo sceneggiatore Mediaset de “Il bello delle donne”

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 9 Gen. 2019 alle 12:47 Aggiornato il 9 Gen. 2019 alle 12:53
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Immagine di copertina

TEODOSIO LOSITO MORTO – Aveva 53 anni Teodosio Losito, lo sceneggiatore di tantissime serie tv Mediaset di grande successo. Losito, che aveva sempre lavorato in coppia con con il produttore Alberto Tarallo di Ares Film, è stato trovato senza vita nella sua abitazione. Secondo fonti investigative interpellate dall’Ansa si sta ipotizzando un suicidio.

Losito ha lavorato con tantissimi volti noti nella televisione italiana, realizzando serie tv molto amate dal pubblico (meno dalla critica): Manuela Arcuri,  Sabrina Ferilli, Gabriel Garko, Virna Lisi, Nancy Brilli, Giuliana De Sio, Virna Lisi, Nancy Brilli, solo per citarne alcuni.

Attori, questi, protagonisti di seguitissime serie tv come L’onore e il rispetto, Il peccato e la vergogna, Baciamo le mani, Il bello delle donne e molte altre produzioni targate Mediaset.

Ma l’ultimo suo lavoro è stato Furore 2, fiction come sempre trasmessa da Canale 5 nel 2018; dopo la sua messa in onda si era concluso il contratto di esclusiva con Mediaset e Aldo Grasso, il noto critico televisivo, lo aveva molto criticato per la sua “estetica queer” e la sua passione per “storie ultrapop”.

A queste parole Losito aveva così replicato: “Ma cosa vuol dire? Provate a chiederlo a uno spettatore, non lo sa. È lo snobismo dei critici che in passato hanno ucciso il cinema e ora ci provano con la televisione. Che sono omosessuale lo sanno tutti, io e Tarallo non lo abbiamo mai nascosto. Grasso sarà inciampato con lo sguardo sulle maglie della veletta che indossa quando scrive col piglio da maestrina”

In merito alla sua carriera Losito aveva detto in un’intervista a Panorama : “Il mio successo è dovuto al caso e forse anche al talento, il discorso tecnico l’ho dovuto imparare sul campo”.

Teodosio, prima di diventare sceneggiatore nel 2001, aveva anche partecipato al Festival di Sanremo nel 1987, tentando la carriera musicale portando la canzone “Ma che bella storia” e aveva collaborato con Grande Hotel come attore di fotoromanzi.

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