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Home » Spettacoli

Sanremo, la storia dell’interprete che ha tradotto le canzoni nella Lingua dei Segni

 

Sanremo tradotto nella Lingua dei Segni

Il Festival di Sanremo 2020 ha catalizzato l’attenzione dei media italiani e del pubblico per più di una settimana, rivelandosi una delle edizioni più seguite di sempre. L’ultima serata della kermesse musicale ha totalizzato in media 11 milioni e 476mila spettatori con il 60,6 per cento di share.

Ma tra i vari filoni da seguire e a cui appassionarsi, dai travestimenti di Achille Lauro al colpo di scena di Bugo che ha abbandonato Morgan sul palco, dallo scontro tra Fiorello e Tiziano Ferro alle performance delle 11 co-conduttrici, quasi nessuno si è accorto della vera novità dell’anno: la presenza di 15 interpreti che hanno tradotto ogni brano nella Lingua dei Segni, un servizio offerto dalla Rai per i non udenti in occasione della 70esimo edizione del Festival.

Tra i 15 interpreti c’è Zena Vanacore, un infermiere originario di Maddaloni, in provincia di Caserta, che ha lasciato per una settimana il suo lavoro all’Ospedale casertano Sant’Anna e San Sebastiano proprio per prestare servizio durante il Festival.

Zena ha 28 anni e una storia molto particolare alle spalle: ha imparato la Lingua dei Segni direttamente dalla madre non udente quando era bambino. E la sua vocazione è diventata un vero e proprio mestiere dopo la morte della donna, Concetta Grazioso, autrice del libro “Diversa figlia di diversi”.

La perdita della madre ha spinto Zena a continuare la sua opera di assistenza verso i sordi.

A Sanremo l’interprete ha permesso di rendere migliori le serate di chi non può ascoltare la musica del Festival, lanciando un messaggio di accessibilità e inclusione ai tanti non udenti che quest’anno, per la prima volta, hanno potuto partecipare all’evento musicale più seguito del Paese.

I video di Zena e dei suoi colleghi che traducono le canzoni in Lingua dei Segni sono movimentati e toccanti. E rivedere la scena in cui Morgan si ritrova solo sul palco dopo aver cantato un pezzo del brano che avrebbe dovuto interpretare insieme a Bugo restituisce in modo diverso e originale la stessa sensazione di sorpresa dopo il colpo di scena.

La scena di Morgan lasciato sul palco tradotta nella Lingua dei Segni

 

 

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