Mahmood all’Eurovision, le domande assurde dei giornalisti: “Ghetto? Ramandan?”

Di Francesca Ceccarelli
Pubblicato il 16 Mag. 2019 alle 19:59 Aggiornato il 16 Mag. 2019 alle 20:06
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Immagine di copertina
Mahmood alla conferenza stampa Eurovision 2019

Mahmood Eurovision 2019 conferenza stampa | Domande scontate, approssimative e piene di luoghi comuni: le domande fatte a Mahmood nel corso della conferenza stampa dell’Eurovision Song Contest lasciano basiti.

“Sono italiano al 100 per cento”: mesi a ribadirlo sui media nostrani non hanno risparmiato il vincitore di Sanremo dal doversi confrontare con l’ennesime insinuazioni sulle sue origini culturali e religiose.

Un inglese talvolta zoppicante che lo rende sincero e simpatico agli occhi della stampa e un sorriso che riesce ad appianare qualsiasi focolaio di polemica, Mahmood si sta dimostrando anche in questo frangente all’altezza della situazione.

Eurovision Song Contest 2019 Mahmood

La tua canzone parla di un difficile rapporto padre/figlio, pensi alla paternità? Che padre sarai? Che squadra tifi? Canti di un musulmano che beve champagne durante il Ramadan, come vivi questo periodo dell’anno? Vivi davvero in un ghetto?

Tra applausi, cioccolato e dichiarazioni d’amore Mahmood riesce a dribblare queste domande riaffermando dove necessario non solo il suo essere italiano ma anche cristiano e focalizzato sul suo lavoro.

Non c’è calcio da seguire o commenti politici da fare: solo tanta voglia di cantare e fare musica nel miglior modo possibile, senza nessuna aspettativa ma con tanta grinta e determinazione.

La sua canzone preferita in questo Eurovision? “Roi” del francese Bilal Hassani, giovane cantante di origine marocchina, enfant prodige e icona LGBT tra gli adolescenti del suo paese.

“Lasciatemi cantare/ perché ne sono fiero/ sono un italiano/ un italiano vero” (cit.).

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