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Ghali: “Fedez mi diceva che non avrei mai combinato niente. Oggi lo evito”

Di TPI
Pubblicato il 22 Feb. 2020 alle 17:23 Aggiornato il 22 Feb. 2020 alle 17:26
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Immagine di copertina

Ghali: il rapporto con Fedez, il successo e la politica

Il noto cantante Ghali che nel 2017 è piombato sulla scena hip hop italiana come un asteroide, ha rilasciato una lunga intervista a Il Messaggero. Tanti i temi toccati dall’artista, ospite dell’ultima edizione del Festival di Sanremo. Dal suo nuovo album, al rapporto con Fedez. Dalla politica a Sanremo.

Il ragazzo (27 anni a maggio), cresciuto solo con la madre (per via dei problemi con la giustizia del padre, finito in prigione quando lui era solo un bambino) tra le case popolari di Baggio (periferia milanese), ha visto la sua vita stravolta dal successo anche se “non ho ancora realizzato quanto sia cambiata. E come me anche chi mi sta accanto, a partire da mia madre. È tutto così grande. Purtroppo non posso occuparmi solo di musica. Fare il cantante, oggi, significa essere anche imprenditore di se stesso”. Cantante ma anche talent: “Mi diverte scoprire emergenti. Voglio fare quello che i grandi artisti non hanno fatto con me. Erano troppo presi dalle loro carriere”.

Ghali vs Fedez: cosa è successo

Il primo a credere in Ghali è stato “Fedez. Lo accompagnai in tour nel 2012. Poi chi non mi ha aiutato è venuto a chiedermi duetti. In questo ambiente c’è molto opportunismo”.

Nella canzone che da il titolo al suo nuovo album, DNA, Ghali dice: “Ricordo quando mi dicevano non farai mai nulla e resterai per sempre nel buio in un angolo”. La risposta è arrivata con un successo dietro l’altro: “Fu proprio Fedez a dirmi quelle cose, quando eravamo in tour insieme. Io mi esibivo insieme al mio primo gruppo, i Troupe d’Elite, ma il successo tardava ad arrivare e venivamo costantemente attaccati. Fedez mi diceva: Guarda quali sono i riscontri… Cosa potresti mai fare? Quale potrebbe essere il tuo messaggio? Cosa potresti raccontare agli italiani? Fatti odiare”.

“Rapporti interrotti? Non ci sono. Ogni tanto prova ad avvicinarsi, ma io cerco di evitarlo”, ha detto. “Non mi sono pentito di aver definito noioso il disco airlines di Fedez. Era ciò che pensavo. Forse ho sbagliato, perché nessuno sa quanto tempo e quanta dedizione ci sia dietro un disco. Se la prossima volta farà un disco brutto, eviterò di commentarlo”.

Ghali e la politica

Poi l’intervista è virata sulla politica: “Cuore a destra è un titolo fraintendibile per una canzone? In realtà il pezzo parla di tutt’altro: nel testo dico che il mio cuore si sposta a destra quando provano a colpirmi. Non me ne intendo di politica, so solo che l’odio non mi piace. È giusto che un politico faccia il suo lavoro e che cerchi di applicare il suo programma, ma senza cavalcare l’odio. La comunicazione va cambiata”.

Ghali e la “caduta” a Sanremo 2020

Infine Ghali ha spiegato la sua “caduta” dalla scalinata di Sanremo 2020: “Era la metafora della mia caduta personale dopo il successo del disco. Una volta raggiunti gli obiettivi che mi ero prefissato, mi sono bloccato. È stata la scrittura a farmi rialzare”.

ghali sanremo 2020

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