Via col vento, il film rimosso dal catalogo di HBO Max “per i suoi contenuti razzisti”

Di Cristina Migliaccio
Pubblicato il 10 Giu. 2020 alle 11:38 Aggiornato il 10 Giu. 2020 alle 13:00
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Immagine di copertina

Via col vento, il film che ha fatto la storia del cinema rimosso da HBO Max perché ritenuto razzista

L’America continua a protestare per la morte di George Floyd e HBO Max, la nuova piattaforma streaming del celebre canale via cavo statunitense, ha deciso di rimuovere temporaneamente Via col vento dal suo catalogo online perché ritenuto “razzista”. Secondo un portavoce della piattaforma streaming, Via col vento “è un prodotto  del suo tempo e raffigura alcuni dei pregiudizi etnici e razziali che, purtroppo, sono stati all’ordine del giorno nella società americana. Queste rappresentazioni razziste erano sbagliate allora e lo sono oggi e abbiamo ritenuto che mantenere questo titolo senza una spiegazione e una denuncia di quelle rappresentazioni sarebbe irresponsabile”. Questo è quanto riporta il magazine Variety.

Il film, diretto da Victor Fleming, è un adattamento dell’omonimo romanzo, opera di Margaret Mitchell ed è ambientato durante la guerra di Secessione americana. La protagonista, la celebre Rossella O’Hara (interpretata da Vivien Leigh), è la figlia del proprietario di una piantagione della Georgia. Una pellicola che ha vinto ben otto premi Oscar – tra cui miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior attrice protagonista e non – e Hattie McDaniel, che ha interpretato Mami (la balia di Rossella), è stata la prima attrice afroamericana a vincere l’Oscar, riscrivendo la storia dell’ambito premio cinematografico.

Il portavoce di HBO Max ha poi aggiunto: “Questi ritratti sono certo contrari ai valori di WarnerMedia, quindi, quando rimetteremo il film su HBO Max, lo faremo con una discussione del suo contesto storico e una denuncia di quelle stesse rappresentazioni, ma sarà presentato come è stato creato in origine, perché fare diversamente significherebbe ammettere che quei pregiudizi non sono mai esistiti. Se dobbiamo creare un futuro più giusto, equo e inclusivo, dobbiamo prima riconoscere e comprendere la nostra storia”.

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