Greenpeace attacca Bolsonaro: “Le sue politiche stanno distruggendo l’Amazzonia”

L'ong riporta i dati satellitari della Nasa e dell'Istituto nazionale di ricerca spaziale brasiliano: deforestazione aumentata del 40 per cento in un anno

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 2 Ago. 2019 alle 20:21 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:08
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Immagine di copertina

L’organizzazione non governativa Greenpeace ha denunciato che le politiche attuate dal governo brasiliano di Jair Bolsonaro stanno distruggendo l’Amazzonia e che a causa di questo, la deforestazione è aumentata del 40 per cento solo negli ultimi 12 mesi.

L’Ong riporta i dati dei rilevamenti satellitari e acquatici dell’agenzia spaziale statunitense Nasa e dell’Istituto nazionale di ricerca spaziale brasiliano (Inpe).

Il coordinatore delle politiche pubbliche di Greenpeace, Marcio Astrini, ha pesantemente criticato la condotta del governo, che in una conferenza stampa ha screditato gli istituti che hanno effettuato le ricerche e contestato i dati della deforestazione.

“Il presidente e tre ministri hanno criticato le prove scientifiche per un’ora e hanno cercato di mascherare la realtà.

Inoltre, non hanno fornito alcuna soluzione concreta al vero problema della deforestazione”, ha detto Astrini commendando la conferenza stampa di giovedì 1 agosto, presieduta dal presidente Bolsonaro insieme ai ministri dell’Ambiente, Ricardo Salles, degli Esteri, Ernesto Araujo e della Sicurezza istituzionale, Augusto Heleno.

“L’Inpe e’ un’istituzione di fama mondiale che fornisce servizi eccellenti per il monitoraggio della deforestazione da oltre 30 anni. Invece di combattere i risultati scientifici, il governo dovrebbe adempiere alla sua funzione di proteggere il patrimonio ambientale del Brasile”, ha affermato Astrini.

“Bolsonaro sta favorendo un progetto anti-ambientale nel paese, che ha eliminato la capacità del Brasile di combattere la deforestazione e favorisce coloro che commettono crimini ambientali. Ora, di fronte alle conseguenze delle sue decisioni, cerca di nascondere la verita’ e incolpare gli altri. I numeri della deforestazione sono cosi’ gravi che parlano da soli. Mentire aumenterà solo il danno al paese”, ha aggiunto.

Lo scorso 3 luglio l’Inpe aveva denunciato che la deforestazione dell’Amazzonia era aumentata dell’88 per cento a giugno 2019 rispetto al 2018, avanzando per oltre 920 chilometri quadrati nel solo mese di giugno 2019.

Subito dopo la diffusione dei dati, il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, aveva criticato duramente il presidente dell’Inpe, Ricardo Galvao, per aver divulgato i dati che mostrano una preoccupante accelerazione nel processo di deforestazione dell’Amazzonia, accusando Galvao di essere un “bugiardo al servizio di qualche Ong”, e affermando che la deforestazione deve essere combattuta non facendo “campagna contro il Brasile”, dal momento che la diffusione di dati allarmanti “danneggia” il paese.

Il direttore dell’Inpe, dal canto suo, ha risposto duramente alle critiche del presidente Bolsonaro.

Nel corso di un’intervista per il quotidiano “O Estado de Sao Paulo”, ha definito il presidente “pusillanime e codardo”, bollando le sue affermazioni come “chiacchiere da bar”. “Il signor Jair Bolsonaro deve capire che un presidente della Repubblica non può parlare in pubblico, specialmente in una conferenza stampa, come se fosse in un bar. Ha fatto commenti impropri, infondati e ha fatto attacchi inaccettabili. Non solo per me, ma per le persone che lavorano per la scienza”, ha affermato Galvao. 

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