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Home » Scienza

Iran, le nuove emoji che augurano “Morte all’America” e a Isreale

Immagine di copertina
Le emoji dell'app di messaggistica iraniana Soroush

In Iran è disponibile un'app di messaggistica istantanea creata nel paese per limitare la diffusione di Telegram e con proprie emoji contro Stati Uniti e Israele

L’Iran sta invitando i cittadini ad utilizzare un’app di messaggistica istantanea creata nel paese e con una propria raccolta di emoji.

Tra queste, spicca l’immagine di una donna con indossa il chador con in mano un cartello recante la scritta “Morte all’America”, o con la foto del Leader supremo Ali Khamenei.

Il governo iraniano sta invitando i cittadini ad abbandonare l’applicazione di messaggistica Telegram, accusata di aver istigato le proteste nel paese.

In alternativa, gli iraniani possono utilizzare Soroush, la piattaforma creata in Iran e che mette a disposizione nuove emoji contro America e Israele.

Iscriversi a Soroush è diventata una gara tra le forze speciali delle Guardie della rivoluzione islamica. I primi 5 iscritti al nuovo social, infatti, riceveranno una medaglia d’oro come riconoscimento.

La competizione è stata annunciata dall’account Telegram delle Guardie islamiche.

L’ayatollah Ali Khamenei è stato il primo a chiudere il proprio account Telegram e ad aprire un nuovo profilo su Soroush, invitando gli utenti a fare lo stesso.

“Le attività del leader su Telegram sono terminate in sostegno all’app di messaggistica domestica”, ha riferito il canale televisivo iraniano IRIB.

Circa 50 milioni di iraniani usano Telegram, attratti dalle impostazioni in tema di sicurezza e privacy molto stringenti.

Le autorità iraniane hanno incolpato il servizio di aver contribuito a diffondere le proteste contro il governo a dicembre.

Un utente ha scherzato sulle funzioni del nuovo social iraniano, dicendo che la terza spunta sui messaggi ricevuti indica che anche il testo è stato letto anche dall’ufficio dell’intelligence.

L’app infatti ha 3 spunte, e non due come Telegram, per indicare che il messaggio è stato ricevuto e letto.

Il Consiglio supremo iraniano sul cyberspazio ha imposto un divieto sull’uso dell’app Telegram per le istituzioni pubbliche.  Inoltre, il 26 aprile il governo ha bloccato il sito di messaggistica straniero.

Il 13 aprile il governo russo aveva già iniziato a bloccare l’app di messaggistica Telegram, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa locale Tass.

Il Tribunale distrettuale di Tagansky, a Mosca, doveva esprimersi  sulla richiesta del Roskomnadzor – l’organismo russo di controllo sui media – di bloccare l’applicazione di messaggistica Telegram per il suo rifiuto di condividere col governo le informazioni sugli utenti.

Pavel Durov, fondatore dell’applicazione di messaggistica istantanea, ha rifiutato di conformarsi a quelle che ha definito “leggi incompatibili con le nostre politiche sulla privacy”.

Intanto, il Leader supremo iraniano e atri ufficiali continuano a utilizzare i loro account Twitter, anche se in Iran l’app è ufficialmente vietata.

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