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Caso Zaki, Ruotolo: “Draghi ci spieghi qual è il giusto equilibrio con l’Egitto che viola i diritti umani e civili”

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“Colleghe e colleghi, abbiamo un problema enorme nei rapporti tra il nostro Paese e l’Egitto. Come possiamo coniugare i nostri interessi strategici, i rapporti diplomatici e di cooperazione con l’Egitto di Al Sisi responsabile dell’omicidio di Giulio Regeni e della detenzione illegale di Patrick Zaki? Il presidente del Consiglio, Mario Draghi ci dà una risposta quando definisce il presidente turco Erdogan un dittatore. ‘Uno deve essere franco, ha detto il presidente Draghi, nell’esprimere le proprie diversità di vedute, di opinioni, di visioni della società e deve essere anche pronto a cooperare per assicurare gli interessi del proprio Paese. Bisogna trovare l’equilibrio giusto’. Mi chiedo, vi chiedo: qual è l’equilibrio giusto con l’Egitto che tiene in carcere illegalmente Patrick Zaki e che è responsabile dell’omicidio di Giulio Regeni. Sappiamo che sta facendo rotta verso l’Egitto la seconda fregata Fremm, destinata alla marina egiziana e stiamo sostenendo nei fatti il regime egiziano con forniture militari. Non si possono vendere armi a un paese dove si violano i diritti umani e civili”. Lo ha dichiarato Sandro Ruotolo, senatore del gruppo misto, durante la discussione al Senato sulla mozione per l’attribuzione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki [Leggi anche: Il Senato dice Sì alla cittadinanza italiana per Patrick Zaki].

“Abbiamo il dovere di chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni e approvando oggi la mozione per la cittadinanza italiana a Patrick Zaki impegniamo il Governo a intraprendere ogni ulteriore iniziativa presso le autorità egiziane per sollecitarne l’immediata liberazione. Caro Zaki non ti lasceremo solo”.

“Altri interventi prima del mio, hanno motivato l’adesione a questa mozione, primo firmatario il senatore Francesco Verducci del Pd che ringrazio, e cioè la richiesta al governo italiano di concedere la cittadinanza italiana a Patrick Zaki, il ricercatore egiziano, studente dell’Università di Bologna che è in una prigione egiziana dal 7 febbraio dell’anno scorso. La battaglia per la libertà di Zaki è una battaglia di tutti perché i diritti di Patrick Zaki sono i diritti di tutti”, ha proseguito Ruotolo. “Questo è un caso di detenzione arbitraria che ha colpito l’opinione pubblica del nostro Paese. Patrick ha già ottenuto la cittadinanza onoraria nella sua Bologna e in centinaia di altri comuni e, più di duecentomila cittadini hanno detto la loro attraverso petizioni on line. Non siamo i soli ad essere preoccupati per le violazioni dei diritti umani in Egitto”.

“Trentuno Stati hanno sottoscritto di recente una dichiarazione al Consiglio Onu dei diritti umani in cui si esprime profonda preoccupazione per quello che accade in Egitto. Il Parlamento europeo, dal canto suo, ha approvato una risoluzione sulle violazioni dei diritti umani in Egitto citando come esempi i casi di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso in Egitto nel 2016 e Patrick Zaki, chiedendo un’indagine indipendente e trasparente su tutte le violazioni dei diritti umani nel Paese per assicurare che i responsabili siano chiamati a risponderne. Le autorità egiziane si rifiutano di rivelare il numero dei detenuti presenti nelle carceri. Organizzazioni non governative impegnate per i diritti umani stimano che il numero sia di 114 mila, oltre il doppio della capienza indicata dal presidente Al Sisi. Dal 2014 in Egitto sarebbero state eseguite almeno 165 condanne a morte.
E poi c’è l’omicidio di Giulio Regeni. Si, l’orrendo omicidio del ricercatore italiano rapito il 25 gennaio 2016 e ritrovato senza vita il 3 febbraio successivo. Torturato e ucciso dai servizi di sicurezza egiziani. Cinque anni senza giustizia. Cinque anni di depistaggi, di reticenze delle autorità del Cairo”.

Leggi anche: Cittadinanza italiana a Patrick Zaki, Liliana Segre: “Sarò in aula per appoggiarne la liberazione”

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