Travaglio promuove un governo Pd-M5S: “Tentar non nuoce, poi se falliscono nemici come prima”

Il direttore del Fatto su un'ipotetica intesa tra pentastellati e Dem: "Ci provino"

Di Marco Nepi
Pubblicato il 15 Ago. 2019 alle 16:00
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Immagine di copertina
Foto: Travaglio, Renzi e Di Maio

Travaglio dice sì a un governo Pd-M5S

Marco Travaglio dice sì a un governo Pd-M5S per uscire dall’impasse di queste settimane. Nel suo ultimo editoriale, pubblicato oggi, 15 agosto 2019, il direttore del Fatto Quotidiano ha spiegato di essere favorevole, a determinate condizione, ad un accordo tra Democratici e pentastellati. Nell’articolo dal titolo “Tentar non nuoce” il giornalista ascoltatissimo dal Movimento 5 Stelle evidenzia che per l’Italia è meglio un esecutivo sostenuto da Partito Democratico, M5S e Leu “che provi a durare per il resto della legislatura”

“Ma – evidenzia Travaglio – qui iniziano le perplessità, specie con un elettorato fluido, volubile e volatile che bada poco alla realtà e molto alla sua rappresentazione mediatica”. “Un M5S-centrosinistra -spiega il diretto del Fatto – sarebbe costituzionalmente ineccepibile, visto che avrebbe la maggioranza in Parlamento. Non sarebbe un ribaltone, non comportando tradimenti di alleanze né trasformismi o compravendite da uno schieramento all’altro”.

> In questa crisi di governo non si parla della cosa che più preoccupa Salvini: Moscopoli (di Giampaolo Pansa)

E ancora: “Nei sistemi proporzionali, gli accordi si fanno dopo le elezioni e il M5S-centrosinistra avrebbe la stessa dignità del M5S-Lega (Lega che peraltro, al voto, si era presentata con FI e FdI)”.

Dunque, continua Travaglio, nessuno potrebbe contestare neppure la moralità di un governo M5S-Lega, “visto che Salvini ha appena tradito il contratto con Di Maio per fargli la pelle”.

Vale la pensa provarci, dice il direttore. “Se lo proponesse tutto il Pd, col segretario Zingaretti, e lo accettasse tutto il M5S, col capo Di Maio e il garante Grillo, potrebbe somigliare a un progetto serio e duraturo. Soprattutto se il premier fosse Conte, il politico italiano più apprezzato in Italia e all’estero”.

“Se con ci provano – è la conclusione di Travaglio -, non lo sapremo mai”. Rivolgendosi ai lettori: “Dunque, dico io, in attesa dei vostri pareri, ci provino. Poi, se falliscono, nemici come prima”.

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