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Siri indagato per corruzione, Salvini: “Lo stimo, ho piena fiducia in lui”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 18 Apr. 2019 alle 11:03 Aggiornato il 18 Apr. 2019 alle 13:07
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Immagine di copertina

Dopo le parole di Luigi Di Maio, che ha chiesto le dimissioni di Armando Siri, arriva la replica di Matteo Salvini.

Il leader della Lega, giunto in Calabria per il Consiglio dei ministri del 18 aprile 2019, prende infatti le difese del sottosegretario ai Trasporti, indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta partita a Palermo e giunta fino a Roma.

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“L’ho sentito oggi – ha dichiarato Salvini – l’ha letto dai giornali, è assurdo. Lo conosco, lo stimo, non ho alcun dubbio, peraltro stiamo parlando di qualcosa che non è finito neanche nel Def”.

Il riferimento è all’accusa, da parte della procura, secondo cui Siri avrebbe ricevuto del denaro per modificare una norma nel Def 2018, che però alla fine non trovò spazio nel Documento di economia e finanza.

“Ho assolutamente piena fiducia in Siri”, ha proseguito il vicepremier e ministro dell’Interno. Una risposta secca, che sembra essere rivolta anche al Movimento Cinque Stelle, che tramite Di Maio ha subito criticato Siri, chiedendone le dimissioni.

“Agli amici del Movimento Cinque Stelle – ha concluso Salvini – dico che in Italia si è colpevoli solo quando si è condannati. Non ho mai chiesto di far dimettere Virginia Raggi o altri parlamentari quando anch’essi sono stati indagati”.

Il M5s non ha tardato però a rispondere: “Salvini dice di non aver mai chiesto le dimissioni per un indagato per corruzione del Movimento – si legge in una nota – ma non lo ha mai fatto perché siamo immediatamente intervenuti noi con i nostri anticorpi. Oggi chiediamo perché chi dovrebbe intervenire invece non lo fa, è molto semplice”.

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