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Tangenti: arrestato sindaco leghista di Legnano. Salvini: “Ho fiducia nei miei uomini”. Di Maio attacca

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 16 Mag. 2019 alle 09:46 Aggiornato il 16 Mag. 2019 alle 18:02
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Immagine di copertina

Sindaco Lega Legnano arrestato | Il sindaco di Legnano Gianbattista Fratus (qui il suo profilo) è stato arrestato questa mattina dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Piazza Pulita”. In manette anche il vicesindaco e assessore al Bilancio Maurizio Cozzi in quota Forza Italia e l’assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarin.

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Le accuse vanno dalla turbata libertà degli incanti, alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente alla corruzione elettorale.

In particolare, sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti ci sono tre posizioni dirigenziali pubbliche assegnate dagli indagati a soggetti a loro graditi.

A Fratus e Lazzarini sono stati concessi gli arresti domiciliari, mentre Maurizio Cozzi è stato condotto in carcere.

Interpellato sull’argomento, il segretario della Lega Matteo Salvini ha commentato: “Ho fiducia nei miei uomini e nei magistrati”.

Di Maio, invece, ha commentato: “Sono molto preoccupato per i casi emersi in questi giorni di arresti e indagati. Spuntano tangenti ovunque, giorno dopo giorno e la scelta in vista delle europee
sembra essere sempre più chiara: il 26 maggio la scelta sarà tra noi e questa nuova tangentopoli”.

Fratus, eletto sindaco con la Lega nel 2017, aveva fatto parlare di sé il 29 marzo scorso perché, nonostante la sua giunta fosse stata sfiduciata dalla metà dei consiglieri comunali, lui si era rifiutato di rassegnare le dimissioni. La crisi era iniziata tempo prima per alcune decisioni di Fratus che non erano state condivise dalla sua maggioranza, tra le quali figurano proprio la nomina della Lazzarin come assessore. La crisi era poi stata ricomposta.

La Lombardia, dunque, è colpita da un nuovo terremoto giudiziario dopo l’inchiesta sulle tangenti che ha portato all’arresto di 43 persone (qui un riassunto della vicenda) e che ieri ha visto l’iscrizione, nel registro degli indagati, anche dell’eurodeputata Lara Comi.

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