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Salvini a Bari, il giorno dopo il comizio le strade sono piene di volantini | FOTO

Immagine di copertina
Credits: Enrico Filotico

The day after. Il giorno dopo il comizio del leader della Lega Matteo Salvini in Puglia per sostenere il candidato unitario del centrodestra Raffaele Fitto, il molo San Nicola di Bari appare sporco e trasandato. Come si vede nelle foto, volantini, manifesti e bandiere sono stati lasciati a terra.

Credits: Enrico Filotico

 

Credits: Enrico Filotico

 

Credits: Enrico Filotico

La cornice è quella della manifestazione unitaria a Bari con tutti i big nazionali – ci sono anche Giorgia Meloni (Fdi), Lorenzo Cesa (Udc) e Antonio Tajani (Fi). Ci sono millecinquecento tra militanti, parlamentari, sostenitori e candidati più una cinquantina di contestatori di estrema sinistra, con il presentatore, Filippo Melchiorre (Fdi), attento a misurare i distanziamenti. Ma dopo la chiusura della manifestazione nessuno pulisce e le strade restano piene di gadget della Lega.

Ieri, ai microfoni di TPI Salvini ha detto: “A far cadere il governo ci penso io”. Poi, rispondendo alla domanda sulle contestazioni di questi ultimi giorni a Firenze, Salvini ha detto: “Quando uno lancia bottiglie e pomodori non è un contestatore, è un cretino. Se uno non la pensa come me a Milano, a Bari o Lampedusa è libero di esprimere le sue idee. Quando uno invece delle idee lancia oggetti, bottiglie, pomodori. O quando uno strappa camice o rosari dal collo delle persone non è un contestatore… È un cretino! E io con i cretini non perdo tempo”.

Mentre sulle regionali l’ex ministro dell’Interno ha affermato: “Se dovessimo vincere in Puglia sarà una bella notizia per i pugliesi. Io spero che il governo vada a casa il prima possibile, a prescindere dal voto delle Regioni e del referendum. Perché dalla Bellanova alla Azzolina, da Bonafede alla Lamorgese stanno litigando e fallendo tutti. Il voto è importante per le Regioni, per gli ospedali pugliesi, o gli acquedotti pugliesi. Ma a far cadere il governo nazionale ci penso io!”.

Leggi anche: 1. Salvini sul No di Giorgetti al referendum: “La Lega non è una caserma” / 2. Fondi Lega, la Finanza piomba negli uffici della Lombardia Film Commission per acquisire documenti / 3. Lombardia Film Commission, agli arresti domiciliari i tre commercialisti vicini alla Lega / 4. I pm indagano sulla Lega: nel mirino il progetto di aprire conti correnti regionali

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