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Salvini ai dipendenti del Viminale: “Il mio non è un addio, tornerò presto a occuparmi di voi”

Immagine di copertina
Foto: Matteo Salvini

Il leader della Lega ha salutato lo staff del Ministero dell'Interno. Poi ha raccontato di persone in "lacrime"

Salvini ai dipendenti del Viminale: Il mio non è un addio

È un addio commosso quello di Matteo Salvini al Viminale, accompagnato dal desiderio di tornare un giorno a guidare il Ministero dell’Interno. A raccontarlo è oggi Repubblica, che ha descritto il brindisi di addio del leader della Lega negli uffici del dicastero.

“Il nostro è un arrivederci, sappiatelo. Sono convinto di aver fatto bene, più di quanto abbiano fatto altri ministri, e conto di tornare molto presto a occuparmi di sicurezza, di voi, dei nostri straordinari militari”, sono state le parole del vicepremier.

> Le news sul governo di oggi, 30 agosto 2019

Nella sala Roma del Viminale, racconta Repubblica, i calici erano colmi di spumante, Salvini in camicia bianca sbottonata ha parlato dal microfono con la voce rotta da un filo di commozione davanti a un centinaio di persone e davanti al suo gabinetto al completo. Ci sono state parole di ringraziamento, e la promessa di tornare.

C’era al completo la squadra che ha supportato il segretario leghista in questi 14 mesi. Presenti anche alcuni prefetti, il capo della Polizia Franco Gabrielli, che è finito nel totoministri per la successione, i capi dipartimento. Con Salvini ha preso la parola anche il suo braccio destro operativo, il prefetto Matteo Piantedosi.

Dopo l’intervento ci sono stati applausi e tanti selfie, anche con i commessi.

La nota del Ministero

In una nota il Ministero dell’Interno ha fatto sapere che Salvini ha ringraziato tutti per la collaborazione e l’alta professionalità “dimostrata in questi 14 mesi di lavoro”, che hanno prodotto “grandi risultati, a differenza di altri dicasteri dove gli esponenti della Lega continuavano a dirmi che tutto era ormai fermo”. Il ministro uscente ha poi riferito che “non è un addio”, auspicando un rapido ritorno al governo “perché prima o poi potremo votare”.

La diretta di Salvini

In diretta Facebook, poi, Salvini ha parlato di persone “in lacrime”. “Ho salutato centinaia di dipendenti del ministero dell’Interno”, ha detto. “Ho visto delle lacrime e ho chiesto di trasformarle in sorrisi ma capisco la rabbia. Mi hanno toccato, mi hanno segnato”. Il leader leghista ha detto di avere ricevuto messaggi da “poliziotti, vigili del fuoco, quelli della penitenziaria”. “Mi hanno scritto: ‘lei sarà comunque sempre il nostro ministro'”, sarebbe stato il loro messaggio.

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