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Salvini citofona a un cittadino tunisino per chiedergli se spaccia: “In prima linea per aiutare una mamma”

Il leader della Lega è tornato sulla scelta di citofonare a un presunto spacciatore nel quartiere Pilastro, a Bologna

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 22 Gen. 2020 alle 09:50 Aggiornato il 22 Gen. 2020 alle 09:57
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Immagine di copertina

Salvini citofona a un tunisino per chiedergli se spaccia: “Ecco perché l’ho fatto”

Continua a far discutere il video in cui si vede Matteo Salvini che citofona a un cittadino tunisino residente a Bologna per chiedergli se spacciasse: un’iniziativa che ha suscitato indignazione e polemiche e sulla quale è tornato anche il leader della Lega.

Bologna, Salvini suona il campanello a casa di un tunisino: “Lei spaccia?”

Intervenuto in collegamento al programma televisivo Mattino 5, infatti, Salvini ha spiegato perché ha scelto di citofonare a casa di un presunto spacciatore, nel quartiere Pilastro, a Bologna.

“Gli spacciatori devono stare in galera, non a casa. Quando una mamma mi chiede aiuto, una mamma che ha perso un figlio per droga, faccio il possibile mettendomi in prima linea, anche se qualche benpensante protesta”.

“Abbiamo segnalato a chi di dovere che là c’è chi spaccia droga. C’è una normativa tollerante con gli spacciatori, per questo la Lega ha presentato una proposta di Droga zero, perché droga è morte” ha concluso il leader della Lega.

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