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Renzi vuole sfiduciare Giuseppe Conte e proporre Gualtieri o Draghi come premier: il retroscena

L'ex premier chiederà un voto sul ministro guardasigilli M5S Bonafede entro metà marzo. E prepara la resa dei conti: “Se vogliono fare una nuova maggioranza senza di noi li aiuto”

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 14 Feb. 2020 alle 09:14 Aggiornato il 14 Feb. 2020 alle 11:21
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Immagine di copertina
Matteo Renzi e Matteo Salvini nel duello a Porta a Porta

Renzi contro Conte: guerra aperta sulla fiducia

Matteo Renzi vuole Mario Draghi o Roberto Gualtieri presidente del Consiglio al posto di Giuseppe Conte. E pensa a una mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. L’indiscrezione è stata riportata da Repubblica in un articolo a firma di Annalisa Cuzzocrea e con una data di scadenza ben precisa: a maggio, quando ci saranno le prossime elezioni regionali.

Le parole che il leader di Italia Viva rivolge a Giuseppe Conte, dopo che il presidente del Consiglio ha giudicato “ingiustificata” l’assenza delle ministre di Italia Viva dal Consiglio dei ministri di ieri sera, giovedì 13 febbraio, suonano come l’inizio di una crisi di governo. La prova di una frattura che difficilmente si potrà ricomporre per permettere all’esecutivo di durare ancora tre anni.

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“Se l’esecutivo non troverà una terapia efficace per la nostra economia può succedere di tutto. Ci vuole un governo all’altezza, se poi a guidarlo sia lo stesso Conte o meglio ancora, data la situazione, Mario Draghi, a me va bene lo stesso e sarebbe anche sostenuto dalla Lega”, ha detto Renzi.

L’ex presidente del Consiglio esclude incarichi a Franceschini o a Zingaretti e nelle ultime riunioni con i suoi, l’ex presidente del Consiglio evoca tre scenari possibili.

Scenario numero uno. Quello che lui definisce un “premier rinsavito”, un Conte che accetta un nuovo avanzamento sulla prescrizione, un accordo che tenga dentro anche Italia Viva. Ma la decisione di mettere il lodo Conte nel ddl sul processo penale presa ieri dal Consiglio dei ministri dimostra come ormai le cose siano andate troppo oltre perché una ricomposizione di questo tipo sia possibile. E fa dire all’ex premier che, a questo punto, la mozione di sfiducia che i suoi avevano in mente di presentare il 12 aprile, a condizioni invariate, sarà anticipata a metà marzo.

Scenario numero due. Davanti alla crisi economica, alla produzione industriale che scende, al rischio della recessione, il formarsi di un nuovo governo con alla guida Roberto Gualtieri. Ipotesi complicata, perché il Pd – che in questo momento rema ostinatamente nella stessa direzione di Conte – dovrebbe spodestarlo per rimanere insieme a Italia Viva e portarsi dietro anche tutti i 5 stelle.

Scenario numero tre. La terza ipotesi è quella che Renzi definisce del caos: con Mario Draghi chiamato a fare il premier di un esecutivo di stampo istituzionale che tenga dentro anche il centrodestra (ancora ieri, davanti alla stampa estera, il leghista Giancarlo Giorgetti lodava l’ex presidente della Bce per quello che ha fatto da Francoforte per evitare una crisi sistemica anche in Italia).

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